Evoluzionisti e orologiai

A grande richiesta, e’ arrivato il momento di chiarire il senso del nome di questo blog, che mi rendo conto puo’ essere criptico per i non addetti ai lavori.

Cosa c’entrano gli orologi in un blog che parla di animali brutti e rari?

Ebbene, si tratta della parafrasi di una parafrasi, ma andiamo con ordine.

Nel 1802 il reverendo William Paley, esperto in teologia, pubblica un libro che potremmo definire una pietra miliare e che contribui’ a fare appassionare Charles Darwin alle scienze naturali: Teologia Naturale.

All’inizio di questo libro il reverendo Paley afferma (traduco dall’inglese): “Nell’attraversare un campo, supponiamo io inciampi in una pietra, e che mi venga chiesto come la pietra sia giunta sin li; io probabilmente potrei rispondere che, fino a prova contraria, e’  stata li da sempre: ne’ sarebbe facile dimostrare l’assurdita’ di tale risposta. Ma supponiamo che io abbia invece trovato un orologio sul terreno, e che si indaghi su come fosse possibile che l’orologio fosse in quel posto; sarebbe improbabile che io pensassi alla risposta che avrei dato prima, cioe’ che per quel che ne so l’orologio potrebbe essere stato li da sempre.”

L’orologio, coi suoi piccoli e complicati meccanismi, e’ ovviamente una metafora del “creato”, cioe’ della complessita’ delle forme e delle varieta’ degli organismi viventi. L’idea e’ che l’orologio e’ cosi’ complesso che deve per forza essere stato creato da qualcuno, il famoso orologiaio in questione, esponendo l’idea chiave di quello che oggi viene chiamato “disegno intelligente”.

Infatti, Paley cosi’ conclude:  “che l’orologio deve aver avuto un fabbricante: che deve essere esistito, ad un certo punto, ed in qualche posto, un realizzatore, o realizzatori, che lo ha formato per il proposito che lo trovassimo di fatto per poter rispondere; che comprendesse la sua costruzione e progettasse il suo uso”.

Il primo a confutare le argomentazioni di Paley fu naturalmente Charles Darwin: l’evoluzione e’ afinalistica, non segue nessun progetto o obiettivo particolare, non c’e’ un orologiaio che progetta le rotelline ma i complessi ingranaggi dell'”orologio” sono frutto della selezione naturale, cioe’ di quel meccanismo che seleziona le mutazioni casuali di volta in volta piu’ adatte allo specifico ambiente.

L’esempio dell’orologio e’ stato ripreso e dibattuto brillantemente da Richard Dawkins nel suo libro “L’Orologiaio cieco”. Nel libro Dawkins afferma (traduco dall’inglese): “L’analogia tra […] orologio e organismo vivente e’ falsa. Malgrado tutte le apparenze del contrario, l’unico orologiaio in natura sono le cieche forze della fisica, sebbene utilizzate in maniera molto speciale. Un vero orologiaio prevede: progetta le sue rotelline e molle, e pianifica le loro interconnessioni con uno scopo futuro in mente. La selezione naturale, il cieco, inconscio, automatico processo che Darwin ha scoperto, e che ora noi sappiamo e’ la spiegazione per l’esistenza e l’apparente finalismo di tutte le forme di vita, non ha propositi in mente. Non ha mente, ne’ occhio della mente. Non pianifica per il futuro. Non ha visioni, ne’ preveggenza, ne’ vista in generale. Sebbene si puo’ dire che recita la parte dell’orologiaio in natura, ebbene, e’ un orologiaio cieco.

In questo blog ho voluto un po’ sdrammatizzare l’immagine di Dawkins: l’evoluzione che non vede cosa fa  e dove va (e basta guardare un solenodon per capire che cosi’ e’) mi ricorda molto piu’ mister Magoo che l’indovino Tiresia. E di miopia posso assicurare che me ne intendo… da vicino :)

Published by tupaia on giugno 14th, 2007 tagged evoluzione


18 Responses to “Evoluzionisti e orologiai”

  1. Uriel Says:

    Beh, questo e’ fantastico. Cioe’ , ragionando cosi’ (per semplice calcolo della probabilita’ di stato ) nell’universo esistono pianeti pieni di miniere di Rolex, ci sono pianeti dove ci sono valanghe di Marcedes classe A, intere galassie popolate solo da Eva Orlowsky in guepiere verde(1), eccetera.

    Applicare alcuni paradigmi delle scenze sperimentali alla matematica porta sempre risultati divertentissimi.

    Uriel

    (1) Un Rolex e’ piu’ probabile di un Gatto se calcoliamo la pribabilita’ di stato, quindi se c’e’ un pianeta col gatto ce ne devono essere almeno qualche milione pieni di rolex. La Mercedes classe A e’ come probabilita’ di stato meno probabile di un bosco appenninico, ergo se ci sono pianeti coi boschi appenninici ce ne saranno con i giacimenti di Mercedes Classe A. Su Eva Orlowski invece il problema diventa piu’ complesso, ma se c’e’ un pianeta dove Eva Orlowski ha un canarino, ce ne sono trecento miliardi dove ha una guepiere verde. La scienza, come al solito , spiega tutto.

  2. tupaia Says:

    Se l’orologio o la mercedes classe A si riproducono e il loro fenotipo e’ tale da essere il piu’ adatto nel loro ambiente allora si, puoi avere pianeti pieni di rolex.

    Sospetto che tu abbia mancato il punto…

    Com’era esattamente la frase di Monod, quella che dice piu’ o meno che tutti _credono_ di aver capito l’evoluzione?

  3. danilo Says:

    Era Huxley, non Monod. Ma non so quale Huxley. Non Aldous, comunque…:-)

  4. tupaia Says:

    No, era Monod. Mi gioco tutti i miei insetti stecco se non era Monod.

  5. Uriel Says:

    —-
    Se l’orologio o la mercedes classe A si riproducono e il loro fenotipo e’ tale da essere il piu’ adatto nel loro ambiente allora si, puoi avere pianeti pieni di rolex.
    —-

    L’ Homo Sapiens Emilianus Romagnolis non e’ in estinzione ed e’ capace di prendere in giro *qualsiasi* cosa, teoria dell’evoluzione compresa.

    Il fenotipo emiliano e’ particolarmente vantaggioso in atmosfere a base di Tortellino , Sali di Tigella e Ciccioli allo stato solido.

    Rispondergli seriamente e’ rischiosissimo.

    :P

    Uriel

  6. tupaia Says:

    Uriel: dici che tutti i creazionisti che ci sono in giro sono dei buontemponi che ci prendono in giro? e se sono 50:50 come si fa a distinguere i buontemponi dai george bush?

  7. Uriel Says:

    Quando parlo ho un forte accento bolognese.

    Puo’ bastare?

    Uriel

    P.S: mi riferivo al fatto che io ho postato un commento semiserio che era una sequela di scemenze stile Terry Pratchett, e mi avete risposto come se fossi un teocon che vi vuole convertire all’ intelligent design…..

  8. tupaia Says:

    Uriel: il tuo post lasciava spazio ad ambiguita’, evidentemente. Non vado a controllare prima cosa pensa chi lascia un commento su questo blog. Ma poi vedi tu.

  9. Uriel Says:

    —-
    Uriel: il tuo post lasciava spazio ad ambiguita’, evidentemente.
    —-

    Chiariamo questa cosa:

    -NON sono sul banco degli imputati.

    Ambiguita’ ddeche’? scusa, il fatto che VOI siate impegnati in una para-guerra con una pseudo-fazione di personaggi non implica che chiunque debba venire processato per tradimento non appena apre bocca.

    Lavoravo a vettorializzare tecniche PCA su Cray nel 1997. Non vedo proprio che spazio applicativo o industriale/medicale possano avere teorie come quella dell’ Intelligent Design. Applicazioni zero, brevetti zero, farmaci zero, nuove sementi zero: l’antibiotico
    R207910 non e’ stato certo selezionato aspettando che qualcuno ci mettesse il cervello divino.

    Secondo me questo scontro ve lo state giocando tutto nel mondo accademico, dove magari una conferenza vale l’altra e una pubblicazione vale l’altra. Immagino che li’ ci sia una gran lotta per le cattedre e gli altri posti da baciabaroni.

    Attenti pero’, che visti da fuori rispetto al mondo accademico sembrate un po’ scemi di guerra….. incazzarsi cosi’ per una teoria che se messa su un curriculum vitae ti pregiudica qualsiasi lavoro nel bio/pharma/agro mi sembra ridicolo, visto che la vuoi mettere *seriamente*.

    Uriel

  10. danilo Says:

    Ehi, Tupaia…
    C’è qui uno che litiga da solo e da del voi a tutti. E’ qualcuno che conosci?

    Danilo

  11. Uriel Says:

    Bah…

  12. Giam Says:

    Non sono un esperto di qualcosa, ma credo che l’argomento “l’esistenza dell’orologio dimostra l’esistenza dell’orologiaio”, sia valido quanto “l’esistenza della pietra dimostra l’esistenza di un pietraio”. E ci sono più pietre che orologi… Isolare un fatto dal contesto e dalla storia può “dimostrare” tutto.
    L’argomento dell’ “orologiaio” fu ripetuto da un tipo durante una trasmissione di Ferrara (dove c’era anche Telmo Pievani). Nella stessa trasmissione veniva intervistato un prete, uno che era un pezzo grosso di una istituzione scientifica vaticana (credo si occupasse di astrofisica). Questo “prete” commentava l’ ID dicendo: “Hanno sbagliato a presentare i loro argomenti come scienza. Non è scienza.”. Il commmento del servizio informava che dopo questa intervista questa persona era stata rimossa dall’incarico.
    Non credo che sia così “accademico” ed innocuo parlare di ‘ste cose.
    Aggiungo: se ho ben capito (di matematica conosco male le quattro operazioni) l’argomento di Uriel è: se si nega che l’esistenza di un gatto per “caso” è tanto improbabile da rendere logicamente conseguente l’esistenza di un gattaio, allora l’esistenza di “oggetti” meno complessi diventa più probabile in una distribuzione casuale. Se esiste una super-bonazza (immagino… non conosco Eva Orlowki…) con un canarino, tale combinazione è talmente tanto improbabile che necessariamente esisteranno miliardi di super-binazze con la guepierre (non ridete: non so cosa sia esattamente una guepierre… reggicalze…?). Beh, probabilmente è così, in un certo senso: in assenza di un ID la nostra presenza sul pianeta è un’eccezione, non c’è una distribuzione “ordinata” e piacevolmente probabile della vita, nè di Mercedes classe A, nè di Eve, nè di Rolex, nè di qualsiasi altra cosa ci piacerebbe esistesse a palate ed a portata di mano. Pianeti pieni di Rolex magari ci sono… chissa’ dove, inutilmente lontani… :-) (a me personalmente per fortuna frega niente di Mercedes, Rolex ed Eve Orlowski). :-)

    Ciao a tutti… Ciao romagnolo fenotipico :-)

    Sono in ferie :-)

  13. tupaia Says:

    Giam: mi pare di capire che uriel non si e’ capito neanche lui cosa volesse dire esattamente. mi dicono che sul suo blog (che non leggo) mi ha definita una “talebana dell’evoluzionismo”. Cioe’, lui ha fatto solo delle innocenti battute, tanto mica l’atlante della creazione esiste veramente… (googlare per credere). Bof…

  14. Connie Ochilus Says:

    > No, era Monod. Mi gioco
    > tutti i miei insetti
    > stecco se non era Monod.

    I tuoi insetti stecco sono salvi! :)

    Infatti era proprio Monod: l’aforisma sta in un articolo di tredici pagine dal titolo “On the molecular theory of evolution” che compare in un volume edito dalla Clarendon Press nel 1974.

    Y.

  15. tupaia Says:

    @ Connie Ochilus: grazie per la conferma, soprattutto da aprte degli insetti stecco :)

  16. Bho Says:

    Ho letto alcuni pezzi dell’orologiaio cieco, talvolta Dawkins riesce a far sorridere nelle sue deduzioni.

  17. raser Says:

    solo chi è in malafede può non capire dawkins

  18. Evoluzionisti e orologiai | La Dimora di VlaD Says:

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