Del desman non si butta via niente (Galemys pyrenaicus e Desmana moschata)

Cos’e’ un animale che ha il corpo da talpa, il naso da toporagno-elefante, la coda da nutria e le zampe da ornitorinco? Un desman, naturalmente! Se non sapete cos’e’ continuate a leggere.

Se non sapete cos’e’ un desman, a dire la verita’, siete perfettamente giustificati, in quanto e’ un animale furtivo e in via di estinzione, e sebbene viva in Europa pochissimo si sa delle sue abitudini. Fondamentalmente un desman e’ una talpa (Famiglia: Talpidae) adattata a vivere in gelidi ruscelli di montagna anziche’ sottoterra e gli adattamenti a questo stile di vita piuttosto estremo hanno modificato il corpo di questo animale in maniera bizzarra.

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Desman russo. Disegno: Kim Thompson; Copyright: per gentile concessione di IMP

A pensarci bene, non sarebbe del tutto errato accostare il desman all’ornitorinco, e definire il desman l’ornitorinco europeo: sebbene i due animali non siano imparentati in alcun modo (il loro progenitore comune e’ vissuto almeno 180 milioni di anni fa), il loro habitat e’ simile e cio’ ha fatto si che subissero una convergenza evolutiva:  entrambi hanno le zampe palmate, entrambi hanno gli occhi piccoli e poco funzionali, entrambi sono prevalentemente notturni, entrambi hanno una lunga coda appiattita (orizzontalmente nel’ornitorinco, in senso verticale nel desman) che funge da timone e parzialmente da propulsore in acqua, entrambi si nutrono di invertebrati acquatici, entrambi vivono in tane dall’imboccatura sommersa lungo gli argini dei fiumi, entrambi hanno un foltissimo pelo di color marrone ed entrambi, infine, particolare essenziale, hanno un lungo muso dotato di recettori ultraspecializzati che consentono di trovare le piccole prede in acque buie: recettori elettrici nel becco d’anatra dell’ornitorinco, organi di Eimer, recettori tattili sensibilissimi, nel muso a proboscide del desman, continuamente in movimento.

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Desman russo e ornitorinco australiano: una sorprendente convergenza evolutiva. Fotocredit: Destra: arkive.org; Sinistra: epedia

Ad essere precisi di desman ne esistono due specie: Galemys pyrenaicus, che vive sui Pirenei tra Francia e Spagna e in Portogallo, la cui esistenza e’ stata censita dalla scienza nel 1811 e Desmana moschata che vive nei corsi d’acqua della Russia occidentale, Bielorussia, Ucraina. La differenza fondamentale tra le due specie consiste nel fatto che il desman russo e’ molto piu’ grosso (circa il doppio) di quello spagnolo, ed e’ sociale, al contrario del solitario cugino iberico. Le due popolazioni, cosi’ distanti, sono probabilmente un relitto glaciale, un ricordo dei tempi Pleistocenici in cui l’areale del desman prendeva tutta l’Europa e arrivava sino all’Inghilterra, e oso supporre (mancano resti fossili) che riflettano una separazione geografica coi desman grossi nel nord Europa e i desman piu’ piccoli nell’Europa meridionale, esattamente come sta avvenendo adesso (adesso in senso geologico, ovviamente) per i tassi.

Pian pianino, il clima sta cambiando diventando sempre piu’ caldo, i torrenti di montagna vengono inquinati, le reti per la pesca di frodo sono sempre piu’ numerose, l’uomo ha affinato le armi per la caccia, sono arrivati competitori da oltreoceano  e i desman sono oramai ridotti a pohissimi individui.

Il desman russo in particolare e’ stato sottoposto ad uno sterminio sistematico ed e’ stato cacciato sin quasi all’estinzione. Il motivo storico per cacciare il desman (entrambe le specie, pure quello spagnolo che e’ lungo una dozzina di cm) e’ il suo pelo, che e’ particolare: e’ composto infatti da due strati di peli diversi, i peli di guardia lunghi e folti, per dare una protezione idrorepellente all’animale, e il sottopelo corto e densissimo, per proteggere l’animale dal freddo durante l’immersione nei fiumi montani e nei laghetti glaciali (tutti gli animali tranne noi hanno peli di guardia e sottopelo, ovviamente, ma nel desman la separazione e’ piu’ netta). Quasi un piano perfetto, senonche’ l’orologiaio e’ ahime’ cieco, o peggio molto miope, e non si e’ accorto che fornendo il desman di un simile pelo, folto, caldo e idrorepellente, gli si rendeva difficilissimo immergersi, per via dell’aria intrappolata che lo fa galleggiare come un canotto. La sfortunata creatura e’ quindi costretta sia a leccarsi continuamente per tenere il pelo denso in ordine, sia a spendere moltissime energie per scendere in acqua in profondita’, ed e’ tenuta a limitarsi ad immersioni brevi, di solito di pochi minuti, dopodiche’ riemerge affannata a respirare. Eredita’ di un pelo da talpa. Per non farsi notare dai predatori il desman usa un sistema ingegnoso: fa snorkeling: rimane immerso sotto il pelo dell’acqua e fa emergere solo la punta del lungo muso appiattito e canalicolato, che sembra una doppietta. E’ interessante notare che, al contrario dell’ornitorinco, solo le zampe posteriori sono completamente palmate, mentre quelle anteriori lo sono solo parzialmente. Cio’ perche’ il desman si propelle fondamentalmente con la coda e gli arti posteriori, piu’ forti, per contrastare la spinta di galleggiamento del pelo. Se state accarezzando l’idea di un cappotto di pelliccia di desman per Natale vi do pero’ una brutta notizia: persino in Russia, che non brilla per la sua sensibilita’ ecologica, la specie e’ protetta dagli anni cinquanta del secolo scorso, e comunque dubito ne rimangano a sufficienza per farne un cappotto, sebbene non si abbia idea dell’effettivo numero della specie e del prelievo venatorio illegale. Per quanto riguarda gli esemplari introdotti in Ukraina per salvarli dall’inquinamento dei fiumi russi adesso sospetto che brillino nel buio per via di Chernobyl, che fa trendy in discoteca, ma poco salutare.

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Pellicce di desman russo. Fot: wikicommons 

Il pelo non e’ pero’ la sola attrattiva del desman russo: sotto la coda ha delle ghiandole che secernono una sostanza oleosa e densa con cui marca il territorio e che ha un forte odore muschiato (da cui sia il nome “moschata”, sia il nome “desman”: in svedese significa muschiato, dalla parola svedese desmanråtta, ratto muschiato; attenzione pero’ a non confondere col rat musqué con cui si fanno le pellicce moderne, Ondatra zibethica, che e’ americano ed e’ un roditore. Il secreto di queste ghiandole veniva usato per fare profumi e pare fosse molto particolare. Se a Natale desiderate un profumo al muschio di desman, pero’, temo sia improbabile, salvo trovarlo sul mercato nero profumiero, ma dalla Russia mi aspetto questo ed altro. Se poi vi piace profumare la biancheria, sino ad un secolo fa avreste potuto facilmente (oggi si spera meno facilmente) acquistare in Russia una coda di desman svuotata e ridotta a sacchetto auto-profumato. Non mi e’ chiaro se l’animale sia anche commestibile, ma sospetto di si.

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Desman iberico. Foto: moleplace.com

Anche il piccolo desman pirenaico marca il territorio con un forte odore muschiato, e lo fa anche con piu’ passione del desman russo: e’ fortemente territoriale e solitario, ad eccezione del partner. La femmina ha un territorio piu’ piccolo e quello del maschio si sovrappone. I due condividono l’areale, ma non particolarmente pacificamente e le cure dei cuccioli spettano solo alla femmina. Si sopportano abbastanza pero’ da tenere alla larga altri desman, nell’improbabile caso che ce ne siano nei paraggi. E’ una strategia necessaria, in quanto i torrenti montani in cui vivono sono poverissimi di cibo per via della temperatura molto bassa: qualche larva di insetto acquatico, qualche gamberetto, qualche anfibio. Il maggior rischio per questa specie infatti, piu’ che la caccia, e’ l’inquinamento che distrugge il fragile e povero ecosistema in cui vive. I desman russi invece vivono in fiumi piu’ planiziali e piu’ ricchi di cibo. Essendo piu’ grandi, catturano anche qualche pesce. Il risultato e’ che sono gregari e sino ad otto individui condividono la stessa tana, il che evidentemente rende piu’ semplice la vita ai bracconieri russi. Poco o nulla si sa pero’ della loro struttura sociale.

Se poi volete un desman vivo per Natale e volete provare ad acchiapparvelo da soli, ve lo sconsiglio vivamente: le zampe hanno degli artigli lunghi, affilati e possenti, retaggio dell’antenato talpino, con cui si aggrappano alle rocce e che possono ferire. E soprattutto sono nella lista rossa della IUCN (vulnerabili), per cui e’ invece il caso di proteggerli prima che scompaiano del tutto e di loro non resti neanche il ricordo, dato che gia’ ora pochissimi sanno della loro furtiva esistenza.

Published by tupaia on novembre 21st, 2009 tagged Insettivori, mammiferi, notturni, rari


13 Responses to “Del desman non si butta via niente (Galemys pyrenaicus e Desmana moschata)”

  1. falecius Says:

    Grazie per questo post. In effetti non avevo nemmeno il sospetto dell’esistenza di un animale così interessante.

  2. Leonardo Says:

    Bellissimi i desman.
    La loro specializzazione è evidente, ma non sono comunque gli unici Insettivori a cercar cibo sott’acqua. Adattamenti simili (pelo folto, artigli per l’ancoraggio, coda usata come timone) ce li hanno anche i Neomys e la Talpa dal muso a stella (Condylura cristata), che forse rappresentano delle “tappe intermedie” della via intrapresa dai Desman, no?

  3. tupaia Says:

    Leonardo: si, indubbiamente e’ cosi’ per i due Neomys, che forse sono ancora piu’ specializzati del desman, mentre ho qualche dubbio per la talpa dal muso a stella che ha abitudini decisamente piu’ anfibie, un muso completamente diverso, la coda corta e ha ancora le zampe anteriori molto ben adattate allo scavo.
    Se poi vogliamo cercare altri esempi di mammiferi con una convergenza simile ci sarebbero anche le tre specie di tenrec acquatico, sopratutto Limnogale mergulus

  4. Lopo Says:

    Visto che hai citato l’ornitorinco, prima o poi dovrai dirci la tua opinione sui monotremi! Anche in breve, sono rimasto con la curiosità…

  5. Alessio R. Says:

    Se continui così finirai col farmi appassionare ai mammiferi, Tupaia. Io sono appassionato di invertebrati e da quando sono piccolo fino a quando non ho avuto un gatto l’anno scorso, sono sempre stato immune al “fattore bambi” come lo chiami tu, anzi, mi hanno sempre attirato le bestie arcaiche e repellenti all’uomo della strada, ma da quando leggo i post sul blog hanno iniziato a prendermi anche i nostri parenti più prossimi, ergo fra un parassita e l’altro aspetto con ansia le nuove uscite della tua rubrica mammiferi ; )

  6. Landolfi Says:

    Bel post, come sempre! Complimenti.

    Posso essere indiscreto e chiedere perché tieni questo blog in italiano, limitando così il bacino di utenza a 60 milioni di persone invece del miliardo che potresti raggiungere con l’inglese?

  7. tupaia Says:

    Landolfi: Perche’ scrivo questo blog per me, prima di tutto, piuttosto che per diventare una blogstar. Perche’ l’inglese non e’ la mia lingua madre, ci metterei molto di piu’ a scrivere i post e perderei sfumature linguistiche (senza contare i banali errori di grammatica che ci metterei dentro). E anche perche’ questo blog e’ nato per coinvolgere gli italiani nella zoologia, settore poco apprezzato dalle nostre parti. Inglesi e americani se li scrivono da soli dei bei blog di zoologia (tipo tetrapodzoology) non hanno bisogno di me.
    Kim Thompson, l’autrice del disegno del desman, ha passato il blog con un traduttore per vedere di che si parlava e il blog le e’ piaciuto molto (infatti il disegno e’ qui).
    In conseguenza di questa cosa stavo giusto ponderando di cercare un plugin con un traduttore automatico per chi non parla l’italiano e deve darmi l’autorizzazione a pubblicare le sue foto. Ma non desidero che un miliardo di persone legga le sciocchezze che scrivo, sebbene sia molto contenta dei miei lettori, pochi ma buoni

  8. tupaia Says:

    Landolfi: by the way, scusami se ho cancellato un tuo post l’altro giorno, ma non mi pareva il caso di entrare in polemica coi troll

  9. Giorgio Says:

    Ciao! ti seguo sempre con molto interesse… volevo farti vedere un link inerente a questa specie di insetti “cymothoa exigua”

    http://www.chupacabramania.com/articoli/strane_creature/insetto_diventa_lingua_di_un_pesce.htm

    ti risulta tale tipo di parassitismo? Mi sembra molto interessante, magari potrebbe essere oggetto di uno dei tuoi interessantissimi articoli

    Grazie
    Giorgio

  10. Walt Says:

    E’ dagli ’70 in cui leggevo i benemeriti volumi di “Guarda e scopri gli animali” che non mi era più capitato di sentir parlare di questo semisconosciuto mammifero.
    Bel post.

  11. tupaia Says:

    Giorgio: sisi, lo conosco bene, ma e’ un crostaceo isopode, non un insetto. E’ nella mia “lista dei prossimi post”, sto solo aspettando l’ispirazione giusta. Il prossimo post sara’ comunque su un invertebrato parassita, ammetto che ci sono stati troppi mammiferi ultimamente.

    Walt: quello che mi impressiona e’ che ogni tanto mi capita di scoprire nuovi gruppi di mammiferi di cui ignoravo l’esistenza. Mi e’ successo ad esempio con gli hutia di Hispaniola (seguira’ post, devo assillare un mio amico che ci sta lavorando su per avere info di prima mano). Eppure ci sono “solo” 5000 specie di mammiferi! I desman li ho sempre trovati affascinanti, ma li ritenevo piu’ imparentati con le crocidure che con le talpe, proprio perche’ si parla pochissimo di loro. Beh, in fondo e’ a questo che serve questo blog…

  12. lector Says:

    Anche la condylura cristata non è male, però ….
    http://img339.imageshack.us/i/condyluracristata.jpg/IMGhttp://img339.imageshack.us/img339/5054/condyluracristata.th.jpg

  13. tupaia Says:

    lector: si, ma quella la conoscono tutti :)

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