Dal Triassico con orrore: i Triops

There are more things in water, Horatio,
than are dreamt of in our zoology

(Ye Olde Handebooke of Wyrde and Marvellouse Crytures)

Immaginate i caldi mari del Triassico inferiore, all’inizio dell’era Mesozoica. La piu’ grande estinzione di massa di tutti i tempi ha appena fatto estinguere il 95% delle specie. I trilobiti, che erano stati i dominatori dei mari, non esistono piu’, spazzati via da un’immane catastrofe di cui si e’ persa la memoria. I continenti si sono riuniti a formare la Pangea, dal clima arido e desertico al suo interno. Le piante piu’ evolute sono le felci arboree (le prime conifere verranno piu’ tardi, alla fine del terziario) e i dinosauri non sono ancora comparsi a calcare queste terre in cui le piogge sono un dono prezioso e le pozze temporanee di acqua dolce un bene indispensabile per dissetare gli animali. Ed e’ in queste pozze temporanee del Triassico che vive un piccolo crostaceo notostraco, ben prima dei dinosauri, il Triops cancriformis. I suoi antenati vivono in queste pozze temporanee da almeno altri 150 milioni di anni (i primi fossili noti di Triops risalgono infatti al Carbonifero o al Devoniano), e da allora la parola d’ordine e’ una sola: SOPRAVVIVERE. A qualunque costo.

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Triops longicaudatus

Ed e’ nelle pozze temporanee che li ritroviamo, identici, 65 milioni di anni fa, quando la caduta di un meteorite provoco’ un’altra grande estinzione di massa che fece estinguere la maggior parte degli animali, dinosauri in testa, mentre i Triops non se ne accorgevano neanche.

Ed e’ nelle pozze temporanee e nei campi allagati delle risaie che li ritroviamo tutt’oggi, identici a 220 milioni di anni fa e molto simili a 350 milioni di anni fa, in quella che e’ la piu’ lunga stasi anatomica conosciuta. Attenzione, non confondiamo. In rete si trova ovunque, nei siti dedicati ai Triops, che il Triops cancriformis e’ la specie piu’ longeva mai esistita, risalendo a 220 milioni di anni fa. Per definizione, due animali appartengono alla stessa specie se sono interfecondi. Nel caso dei Triops la faccenda e’ molto piu’ complicata perche’ le specie riconosciute dai tassonomi, studiandone l’aspetto, non coincidono con le specie filogenetiche (determinate studiando il DNA mitocondriale) e presentano variazioni di forma tra popolazioni diverse. Tradotto, sembrano uguali esternamente ma sono diversi a livello di DNA, oppure sono diversi di aspetto (poco) ma sono uguali a livello di DNA. In soldoni, non e’ detto che un triops di oggi e quello del Triassico clonato come in Jurassic Parc sarebbero capaci di incrociarsi, magari hanno accumulato differenze di DNA tra loro che li rende non interfecondi, pur mantenendo una forma esattamente identica.

Se vi e’ venuto mal di testa finora, sappiate che i Triops fanno di molto peggio. In sostanza quello che fanno i Triops e': me ne sto nella mia orrenda nicchia ecologica che non vuole nessuno, non rompo le balle a nessuno, ma faccio qualsiasi cosa, qualsiasi, per sopravvivere. Praticamente il manifesto ideologico del Sudtirolen Folkspartei.

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Triops longicaudatus, l’ibrido americano normalmente in commercio

I modi attuati dai Triops per sopravvivere sono vari e interessantisssimi, ma prima vediamo di capire di chi stiamo parlando. I Triops sono crostacei d’acqua dolce, e fino a qui tutto bene. Di crostacei ne esistono diversi tipi, ad esempio le aragoste sono del gruppo dei Malacostraca, i balani, quegli animali col guscio bianco vagamente a forma di dente che vivono attaccati agli scafi delle navi sono Massillopodi, i Triops sono Branchiopodi. Branchiopodi significa quello che sembra, cioe’ branchie fatte coi piedi: degli antichi arti biramati posseduti dall’antenato comune di tutti gli artropodi resta solo quello superiore che forma dei filamenti (branchie) usati tanto per la respirazione che per il nuoto, mentre sono scomparsi gli arti ambulacrali, le zampette vere e proprie. All’interno dei branchiopodi i Triops appartengono al gruppo dei Notostraci. Come le scatole cinesi, insomma. Tutti i notostraci hanno la stessa forma, pur differenziandosi in due generi (Triops e Lepidurus) e un numero di specie variabile da 9 a 16 a seconda dell’Autorita’ che si cita.

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Visione ventrale che mostra le appendici toraciche. Foto da es.geocities.com

L’aspetto esterno dei Triops (e dei Lepidurus), che cambia poco da specie a specie, e’ quella del Facehugger del film Alien: un carapace tondeggiante od ovale terminante in due spine, una lunga “coda” (addome) segmentata terminante in due lunghe spine (furca), uno sproposito di arti sottili e a forma di foglioline (da cui il vecchio nome di fillopodi) (da 35 a 71 paia solo nei segmenti addominali) che servono a nuotare, respirare e raccogliere il cibo; il primo paio di arti e’ allungato e sporge dal carapace sembrando un paio di baffi, e coaudiuva il nuoto. Una curiosita': Triops vuol dire a tre occhi. Infatti, unici tra gli animali, hanno sul carapace tre occhi perfettamente funzionali, due occhi ai lati composti e sporgenti, che vedono bene anche se non a grandi distanze e al centro l’occhio naupliare, che vede meno bene ma e’ molto importante per indicare dov’e’ la luce, e quindi l’alto: uno scienziato svedese ha constatato che se si illumina una vasca di triops dal basso, con una lampadina tascabile, cominciano a nuotare capovolti perche’ per loro alto e’ sempre dove c’e’ la luce. Al piu’ grosso dei miei naupli di Triops, pertanto, e’ stato impartito il nome di Severino, dal nome del mio famelico, avido e baffuto oculista. In posizione piu’ distale rispetto agli occhi, sempre sul carapace, c’e’ un organo chemiotattico, cioe’ un naso per individuare il cibo, ben al centro della schiena.

Tutti i Notostraci, dal Devoniano ai nostri giorni, vivono in pozze d’acqua temporanee che si formano dopo forti piogge o allagamenti e vanno soggette a lunghi periodi di essiccamento completo diventando inabitabili per le forme adulte. Non un granche’ di ambiente, insomma, anche considerando la scarsita’ di organismi che possono vivere in un posto del genere: alghe, rotiferi, batteri, qualche insetto, qualche verme, poco altro, ma cio’ e’ bene perche’ pone spesso i Triops, che sono grossi anche 10 cm, al vertice della catena alimentare visto che pesci non possono sopravvivere in posti cosi’.

Ma perche’ i Triops sono fossili viventi? Un dato importante e’ che sono diffusi a livello globale e ciascuna specie occupa territori enormi (T. cancriformis ad esempio si trova in tutta Europa, Medioriente, Giappone, Africa del Nord e del Sud).

L’aspetto dei Triops e’ quello che in termini tecnici si definisce merostomoide, o in termini terra-terra da girino (da cui il nome inglese di tadpole shrimps). Alcune centinaia di milioni di anni fa un antenato dei Triops estrasse a sorte il biglietto vincente della lotteria per una forma conveniente, e da allora se l’ambiente non va bene, si aspetta che torni abitabile o lo si va a cercare altrove, ma non si modifica l’assetto corporeo perche’ evidentemente ogni possibile variazione e’ meno funzionale del modello base. Questo in sintesi. In pratica le teorie sul motivo della stasi morfologica sono tre, e tutte di eminenze grigie della biologia moderna, quindi passo la parola a loro:

a) spiegazione di Maynard smith (1983): la stasi e’ una conseguenza della selezione stabilizzante che favorisce un tipo morfologico e un genotipo. l’autore suggerisce che e’ impossibile che l’ambiente non sia cambiato nel lungo tempo, quindi devono essere le popolazioni a spostarsi per rimanere alle stesse condizioni e la morfologia puo’ essere mantenuta per selezione.

b) spiegazione di Eldredge & Gould (1972): ci sono limiti al modo in cui la morfologia puo’ cambiare che sono determinati dal modo in cui l’organismo si sviluppa.

c) spiegazione di Mayr, 1963: una popolazione molto estesa (come e’ questo il caso) che ha raggiunto un complesso adattamento con l’ambiente non sara’ soggetta a selezione direzionale perche’ il flusso genico dalle differenti parti dell’home range previene i cambiamenti.

Quale delle tre? ma tutt’e tre, naturalmente, e forse anche qualcuna di piu’!

E ora veniamo finalmente agli incredibili adattamenti che ci hanno fatto arrivare il Triops cancriformis fin qui dal Triassico passando da estinzioni di massa quasi totali, cadute di meteoriti, guerre atomiche (non e’ un paradosso, mi riferisco agli esemplari giapponesi di T. cancriformis).

1) strategie riproduttive: per i triops il nostro Kamasutra sarebbe solo un piccolo capitolo in un libro molto piu’ grande. Tutte le possibili combinazioni in una pozza sono conosciute: maschio e femmina, solo ermafroditi completi (con un ovotestis che produce uova e spermatozoi e si autofeconda), ermafroditi e maschi (che immagino si sentano vagamente a disagio come un uomo etero in un club per omosessuali), solo femmine partenogenetiche. Laddove ci sono maschi e femmine o maschi ed ermafroditi, quasi tutte le gamme di sex-ratio sono possibili, da pochi maschi a 1:1. In Italia, stranamente, terra di amatori e latin-lover, non sono noti maschi di T. carncriformis e tutti gli esemplari sono femmine partenogenetiche. Nel resto d’Europa invece c’e’ un’associazione con la latitudine: bisessuali al Sud (eh, il machismo), quantita’ variabile di maschi con ermafroditismo al Centro, solo ermafroditismo al Nord (gli svedesi non me la contano giusta…). Una spiegazione che e’ stata data a questo fenomeno, che pero’ taglia fuori la singolarita’ dell’Italia, e’ che il T. cancriformis, e’ una specie relativamente termofila e durante l’ultima glaciazione e’ sopravissuto solo al sud Europa, dove si riproduce con maschi e femmine per aumentare la variabilita’ individuale. Allo scioglimento dei ghiacci le pozze al nord dovevano essere ricolonizzate, ma e’ piu’ facile che cio’ accada se l’uovo attaccato alla zampa di un uccello e’ ermafrodita piuttosto che se e’ solo maschio o solo femmina. Col tempo in centro Europa sono arrivati anche i maschi che portano variabilita’ allelica, ma evidentemente le femmine “etero” sono meno competitive rispetto agli ermafroditi. Non e’ male come sistema: se fosse adattabile a noi basterebbe mandare una sola donna su Marte per popolare il pianeta.

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Schema della copula in visione laterale. Il maschio e’ sotto e nuota a pancia su finche’ non aderisce con l’addome al carapace della femmina. Da Zierold (2006) riportato da Hotovy (1937)

2) Uova resistenti: le uova o cisti di Triops sono dei piccoli miracoli di bioingegneria. Mantengono per decadi il potenziale di schiudersi anche se sono esposte alle condizioni piu’ avverse: freddo intenso e ghiaccio, temperature fino a 80 gradi, seppellimento sotto strati di terra, disseccamento completo, ingestione da parte di animali. L’embrione, all’interno, e’ in diapausa, cioe’ in uno stato di animazione sospesa a metabolismo fermo, pronto a riprendersi appena ricevuti i segnali giusti. Esternamente la cisti e’ rivestita da una spessa cuticola formata da camere vuote a struttura alveolare, che sono il loro segreto. La femmina, o ermafrodita che sia, produce in media una sessantina di queste uova e le accomoda in una sacca tra il torace e l’addome per qualche tempo, poi le fa cadere al fondo. Cio’ perche’ le camere vuote del guscio, nella sacca materna, si riempiono di acqua e quindi si appesantiscono. Quando la pozza si dissecca egg_section.jpgle uova, grandi circa mezzo millimetro, possono o essere disperse dal vento o essere ingerite da un anfibio o uccello, che le trasporta indenni nel suo canale digerente fino ad un’altra pozza, dove escono dalla “porta secondaria”, o restare attaccate alla zampa di un uccello. O anche possono rimanere li dove sono, sepolte sotto i sedimenti. In ogni caso il disseccamento fa evaporare l’acqua contenuta nel guscio e l’uovo diventa piu’ leggero. Alle prime piogge l’uovo tendera’ prima a galleggiare in superficie, poi gradatamente affondera’. Cio’ che sveglia l’embrione dalla diapausa quindi e': la luce (se l’uovo era sepolto sotto il sedimento, galleggiando emerge in superficie), la temperatura, sempre in un range ristretto (ottimale 22 gradi, ottima temperatura di primavera), il pH, mai

Sezione di guscio di uovo di Triops. Foto da mytriops.com

troppo acido, il potenziale osmotico (l’acqua piovana e’ acqua quasi distillata, apH neutro, poi col tempo si arricchisce di minerali e il potenziale osmotico aumenta. Il segnale per i Triops e': acqua pura, perche’ altrimenti potrebbe trattarsi di una pozza vecchia che sta per prosciugarsi e non vale la pena schiudersi). Non tutte le uova si schiudono in queste condizioni. Alcune devono essere sottoposte a ripetuti cicli di idratazione e disidratazione, altre si schiudono appena deposte, altre ancora dopo un solo ciclo. non e’ chiara la differenza tra questi tipi di uova.

3) Sviluppo rapidissimo. Dalle uova, dopo un giorno o due dall’instaurarsi delle giuste condizioni anbientali, emerge un metanauplio nuotante liberamente, che dopo circa un giorno diventa uno stadio giovanile gia’ piu’ o meno con la forma giusta. Il giovane cresce molto rapidamente, compiendo continue mute (anche ogni ora), e nel giro di una o due settimane e’ gia’ adulto e capace di deporre le uova, in caso la pozza stia per prosciugarsi. In genere ogni individuo vive una sessantina di giorni se e’ fortunato e la pozza non si prosciuga prima, ma le uova che ha deposto rimarranno li anche per anni.

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Foto al microscopio elettronico a scansione Di un esemplare allo stadio giovanile di Triops cancriformis subito dopo la metamorfosi. Foto di Zierold T. (2006)

4) Adattamento al cibo: i triops mangiano di tutto e continuamente: sono onnivori ma hanno abitudini sia saprofite sia spazzine sia predatorie e all’occorrenza mangiano anche altri triops subito dopo l’ecdisi, quando sono ancora morbidi e vulnerabili. Per crescere velocemente non si puo’ essere troppo schizzinosi sul cibo.

Mettiamola cosi': se dovessi terraformare Marte, prima ci manderei su una bella camionata di tardigradi, e poi gli farei arrivare un sacchetto di uova di Triops (quelli islandesi, per via delle temperature), visto che a quanto pare l’acqua non e’ un problema. Ciononostante, dopo tutti questi milioni di anni, alcune specie di Triops come T. granarius sono a rischio di estinzione. Come mai? Ovvio, non tollerano l’inquinamento causato da una insignificante scimmia che ha calcato il pianeta per giusto un paio di milioni di anni.

Nota di colore: prima di cominciare a scrivere questo post ho ordinato per posta un sacchetto di uova di Triops. Dopo quattro giorni dal contatto con l’acqua sono gia’ grandi un mezzo cm e decisamente famelici. Il ritmo di sviluppo e’ veramente impressionante! Se smetto di aggiornare il blog e’ perche’ sono usciti dalla vaschetta e mi hanno divorata nel sonno.

Hat Tip: Marco D’Itri

Referenze:

Nobumitsu Suno-Uchi, Fumiyo Sasaki, Satoshi Chiba, Masakado Kawata (1997) Morphological stasis and phylogenetic relationships in Tadpole shrimps, Triops (Crustacea: Notostraca) Biological Journal of the Linnean Society 61 (4) , 439–457

Barbara Mantovani, Michele Cesari, Franca Scanabissi (2004) Molecular taxonomy and phylogeny of the ‘living fossil’ lineages Triops and Lepidurus (Branchiopoda: Notostraca) Zoologica Scripta 33 (4) , 367–374

www.cst.cmich.edu

Thorid Zierold (2006) Morphological variation and genetic diversity of Triops cancriformis (Crustacea: Notostraca) and their potential for understanding the influence of postglacial distribution and habitat fragmentation. tesi di dottorato, Universita’ di Freiberg

Thorid Zierold, Bernd Hanfling,1and Africa Gómez (2007) Recent evolution of alternative reproductive modes in the ‘living fossil’ Triops cancriformis BMC Evol Biol. 2007; 7 : 161.

Published by tupaia on giugno 25th, 2008 tagged Dinosauri, evoluzione, invertebrati


27 Responses to “Dal Triassico con orrore: i Triops”

  1. Lopo Says:

    Da mangiare sono buoni?

  2. Dund Says:

    Basta, li voglio.
    E voglio anche Ye Olde Handebooke of Wyrde and Marvellouse Crytures: basta tradurre tutto il tuo blog in inglese e stamparlo con la grafia del tempo di Chaucer.
    Sembrano meno utili ma decisamente più divertenti e meno pallosi da schiudere dei naupli di artemia.
    Quando ho letto ‘furca’ sono stato subito tentato di chiederti se è omologa a quella dei Dermatteri.
    LOL :D

  3. tupaia Says:

    dund: si, e’ omologa, e’ sul telson. Avevo gia’ la risposta pronta :-D

    lopo: san di poco, sono piccoli…

  4. restodelmondo Says:

    Solo a me sembrano parenti di Alien?

  5. tupaia Says:

    Restodelmondo: No, no, sono proprio cosi’. Del resto questo e’ un facehugger:
    http://ishallsmitethee.googlepages.com/facehugger2.jpg/facehugger2-full.jpg
    Un triops con tre paia di zampe in piu’, tutto qui. Non ho messo l’immagine nel post per evitare confusioni.

  6. Palmiro Pangloss Says:

    @Lapo: m’hai battuto sul tempo

  7. Ilaria Says:

    Ciao Tupaia, grazie per le segnalazioni sul mio blog e complimenti per il tuo, veramente interessante e preciso … altro che il mio!

  8. Claudio Says:

    Sara’ un piacere mangiarne la frittura domani, brava Tupaia che hai pensato per tempo al cibo

  9. tupaia Says:

    Claudio: per la verita’ hanno fatto tutto da soli. si sono cannibalizzati a vicenda e me ne sono rimasti solo due :(

  10. Stefano Says:

    Abissalmente ignorante su queste creature, come del resto su tutto il regno animale, sono rimasto affascinato… qui siamo quasi ai livelli dei tardigradi quanto a bizzarrìe.
    Ora so cosa voglio fare da grande: allevare una colonia di Triops islandesi, con cui scambierei volentieri due chiacchere in antico nordico, tanto loro se lo ricordano perfettamente.

    Grazie, T!

  11. Diego Says:

    Grande articolo, complimenti : )
    Mi piacerebbe avere qualche particolare pratico in piu': dove prendere le uova, come preparare l’acqua (cioe’ come ottimizzare pH e temperatura), quanto tempo sara’ necessario per la schiusa in condizioni ottimali, ed infine, come evitare la cannibalizzazioen reciproca (se hai risolto il problema naturalmente) ? Grazie : )

  12. tupaia Says:

    Diego: per reperire le uova: io le ho comperate da amazon insieme ad un kit piu’ o meno inutile. Ho pagato il tutto sette sterline ma puoi trovare la sola bustina di uova a 2-3 sterline, se cerchi in rete. non ti so dire se ci siano distributori italiani, pero’, credo ti convenga comperare dall’UK.
    Per l’acqua: quella deionizzata del ferro da stiro e’ andata benissimo, continuo a usarla. Per la temperatura: qui a londra fa freddino quindi il problema era riscaldare l’acqua, non raffreddarla come bisognerebbe fare in italia. Ho risolto con una lampada da tavola sulla vaschetta. Il ph non l’ho controllato, suppongo sia un po acido, ma vedo che non sembrano patire. Per la schiusa a me ci son volute 18 ore circa. Il problema della cannibalizzazione non l’ho risolto, della decina di naupli che sono nati me ne sono rimasti tre. Il piu’ grosso dei tre fa il bullo, quindi temo che tra non molto dovro’ separarlo.
    Adesso che hanno una settimana, vedo che gestirli e’ molto seplice, mi basta un piccolo cambio d’acqua parziale giornaliero e mettergli abbastanza cibo. crescono rapidissimi e quando nuotano sono molto veloci, quindi direi che stanno bene

  13. Diego Says:

    Grazie infinite per tutte le informazioni! Io sto negli USA quindi penso non avro’ grossi problemi su mamma amazon. Ultimissime due domande: che cibo usi, e che dimensioni possono raggiungere al massimo ? Grazie sempre :)

  14. tupaia Says:

    Negli USA hai solo l’imbarazzo della scelta su quale rivenditore usare, e per di piu’ li da voi i longicaudatus che vendono sono autoctoni, quindi ancora meglio.
    per il cibo, sto usando dei pellets per triops che ho trovato nel kit, sembrano gradirli molto. Hanno apprezzato anche un po’ di merluzzo, mentre hanno ignorato insalata, croccantini per gatti e larve di zanzara vive. Finche’ erano piccini, gli davo ogni giorno dell’acqua piovana stagnante contenente infusori e protozoi, ma oramai temo siano troppo cresciuti per queste cose. Malgrado abbiano maxillae e mandibole, sospetto che il cibo debba essere esattamente delle dimensioni della bocca o piu’ piccolo, non mi paiono inclini a morsicare.
    Come dimensioni, i longicaudatus un paio di pollici, i cancriformis anche tre

  15. tupaia Says:

    E’ VERO!!! SE GLI SI METTE LA LUCE DA SOTTO COMINCIANO A NUOTARE PANCIA SU!

  16. Tom Tomburo Says:

    Cara Tupaia, tu non sai che servizio mi hai reso!
    Capitava qualche anno addietro che io pigliassi la bicicletta e, insieme a mio padre, mi dessi a girare a caso per le campagne tra Milano e il Ticino. Una volta di quelle, mi capitò di fare una pausa sul ponticello d’un fosso, limpido ma ricco di melma verde sulle pareti. Premettendo che sono profano a tutte le scienze (e un po’ fobico nei confronti degli esserini con più di quattro zampe), non ero mai riuscito ad identificare gli strani animaletti che vidi quel giorno nell’acqua, fino ad oggi. L’unica bestia grossolanamente simile che mi venisse in mente era il limulo, conosciuto tramite un volume divulgativo da ragazzo. Non sono lontani parenti?
    Ancora: se il fosso non si asciuga, le cisti si schiudono dove sono state deposte o… ?

    Approfitto per un’altra domanda:
    L’insetto nero e bombato simile ad uno scarabeo (molto più brutto) che nuota sotto la superficie dell’acqua, visto in un’altra occasione in ambiente analogo, è per caso un ditisco? Ci sono articoli anche su di lui?

    Grazie per le risposte (spero:) e per gli splendidi articoli (sono appena arrivato, ho letto quasi solo i post recenti).
    Se fosse per me tutta la divulgazione scientifica avrebbe il tono di questo blog! Avanti così! Ciao

  17. tupaia Says:

    Tom: grazie per i complimenti. No, non sono parenti, il limulo e’ vagamente imparentato con gli aracnidi, i triops coi crostacei.
    No, le cisti si schiudono solo dopo un periodo senz’acqua. Se il fosso non si asciuga… niente triops quell’anno. Considera comunque che il livello dell’acqua non e’ mai costante neanche nei laghi, in estate il livello scende, quindi parte delle uova possono andare incontro alla disidratazione necessaria.
    L’insetto che nuota pancia su sotto il pelo dell’acqua e’ una notonetta (due specie in Italia, N. glauca e N. maculata) ed e’ un emittero. Quello speculare alla notonetta che pattina sull’acqua pancia giu’ e’ un gerride sp. I ditischi fanno schifo ma per nuotare non usano la tensione sperficiale dell’acqua, sembra piuttosto che remino. Niente articoli su insetti acquatici per ora, ma prendo nota ;-P

  18. Max Says:

    wow una donna che alleva Triops molto interessante, ahem ti posso invitare a vedere la mia collezione di scolopendre? :p :D

  19. tupaia Says:

    Max: giusto stasera nello strofinaccio che uso per pulire il tavolo della cucina ho trovato un verme ed ho cacciato un urlo: di gioia, a vederla bene era una baby scolopendra rara che mi era capitato solo raramente di vedere :D
    Mr Tupaia ha sospirato e mi ha passato rassegnato il beaker che uso per identificare gli invertebrati. Le pulizie in cucina sono passate subito in secondo piano. Non so quanto ti convenga… ;-P

  20. alecrash Says:

    ma quante uova ci sono per confezione?

  21. stella alpina Says:

    Aiuto, i miei 2 triops nuotano a pancia in sù, anche se gli ho cambiato l’acqua (distillata)e gli do tutti i giorni il cibo (vedi gioco Clementoni). Staranno male o giocano? stella alpina

  22. alecrash Says:

    Sono al quarto giorno di allevamento, e sul fondo dell’acquario si sono formate delle alghe, molte. Ho poi trovato un nauplius morto proprio sopra delle alghe, probabilmente rimasto impigliato. Poi le alghe tolgono ossigeno all’acqua. cosa posso fare? Grazie in anticipo.

  23. tupaia Says:

    alecrash: il 70% dell’ossigeno che respiri viene fotosintetizzato dalle alghe.
    Troppi residui organici e/o troppa luce.
    Non tenere la vasca esposta alla luce solare, rimuovi le alghe e i residui di cibo manualmente e, come ti avevo detto secoli fa, usa un maledetto filtro e vedrai che queste cose succedono molto meno.
    Sono alghe filamentose, no?
    E comunque perche’ continui a chiedermi pareri per continuare a fare quello che ti pare?

  24. sparidino Says:

    ma per riscaldare l’acqua devo tenere la lampada accesa 24 ore su 24 o durante la notte devo mettere qualcos’altro?

  25. tupaia Says:

    sparidino: prova a metterli sul gas e alzare la fiamma ;-P

  26. Maximus32 Says:

    Tupa, prima nella lista di google. Quindi ho letto tutto e a parte il divertente svolgimento trovo molto interessanti tutte le informazioni. Ho preso una scatola ddi triops della clementoni per aprirla insieme al mio figliolo, che ha visto nascere tortore, gattini e cani. Ma questa ci mancava. Una domanda: dicono di non inserirli in acquario: rischiano loro o i pesci? Grazie mille.

  27. giul@ divina Says:

    salve sn nuova vorrei sapere dopo quanto devo levare i detriti di mangiare

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