Contrordine, compagni! L’echidna di sir David e’ tornata? (Zaglossus attenboroughi)

Ha recentemente fatto il giro del mondo la notizia del ritrovamento delle tracce di uno dei mammiferi piu’ rari del mondo, l’echidna dal becco lungo di Sir David, che prende il nome in onore del naturalista e documentarista televisivo Sir David Attemborough.

Di questa specie se ne conosceva solo un esemplare, risalente al 1961, conservato inel museo di Storia Naturale di Leiden (Olanda), e per giunta piuttosto malconcio. L’esemplare era stato catturato da un botanico olandese, P. van royen, in quell’anno, sulle montagne dei Ciclopi vicino a Jayapura, all’estremo nord-est dell’Irian Jaya, in Nuova Guinea.

zaglossus_attenboroughi.jpg

Nel 1998 Flannery e Grooves hanno descritto questo animale come una nuova specie, molto diversa dalle altre specie di echidna della Nuova Guinea, in quanto e’ piu’ piccola, con pelo piu’ denso e piu’ sottile, di color bruno ambrato e la pancia beige, e un becco piu’ corto e piu’ diritto.

Questa estate il naturalista britannico Jonathan Baillie, manager del programma EDGE della Zoological Society London, ha intrapreso un viaggio in Papua Nuova Guinea sulle tracce di questo animale, nell’ambito di un programma che combina la rarita’ dei mammiferi con la loro diversita’ genetica.

Grazie all’aiuto dei cacciatori delle tribu’ locali e’ riuscito a trovare qualche traccia:

1) Ben, un cacciatore, ha detto con supponenza di averne mangiata una nel 2005, e che era grassa ed estremamente gustosa (e magari l’ultima).

2) quattro cacciatori del villaggio di Little Youngsu hanno riconosciuto delle immagini di echidna, sebbene l’animale non sia supposto risiedere in quella zona, e l’isolamento geografico dovuto alle montagne renda difficili gli spostamenti: la popolazione di echidna piu’ vicina, (Z.b.diamondi) e’ molto piu’ grossa e risiede a 200 Km a sud. Sapevano anche che l’echidna non ha i denti

3) un cacciatore di un’altra tribu’ gli ha mostrato “I classici buchi per mangiare dell’echidna, detti ‘nose pokes’” .

Per contro tutti gli informatori di Baillie gli hanno detto che e’ nera e non marroncina, che ha il becco curvo e non dritto, e che risiede a 300m s.l.m. e non a 1600 come si pensava.

zaglossus_bruijni_large.jpg

Long-beaked echidna (Zaglossus bruijni)

Tutto bellissimo, certamente. Io pero’, che sono una malfidata, ho qualche perplessita’. Il programma EDGE ha alle spalle intense campagne di raccolta fondi (a cui ha partecipato anche chi scrive). Stanno cercando di proteggere non solo l’echidna di Sir David, che in realta’ si pensava fosse estinta, ma anche le altre due specie di echidna della Nuova Guinea, che sono anche minacciate. Il programma EDGE raccoglie fondi anche per altri animali a rischio, come molti lemuri e il leopardo delle nevi. Ora, quale occasione migliore per incrementare la raccolta fondi che ritrovare l’estinto animale dedicato al piu’ grande documentarista televisivo di tutti i tempi? La stampa ci si tuffa, naturalmente, e il programma si rilancia.

Diciamo che dei buchi per terra e il racconto di quattro cacciatori che masticano betel non e’ quello che io chiamo una prova scientifica del ritrovamento di un animale. Potrebbe anche trattarsi di una specie del tutto nuova. Ma sospetto che il nome di Sir David faccia piu’ rumore.

Non dico che il programma EDGE sia male, tutt’altro, non a caso ho partecipato alla raccolta fondi. Dico solo che e’ un po’ un peccato confondere la scienza col marketing e gridare a gran voce come fa la stampa (ho sulle ginocchia la rivista della ZSL che riporta la notizia) che la specie sia stata ritrovata. In assenza di prove oggettive come almeno una fotografia, mi pare alla stessa stregua di dire che gli ufo esistono perche’ mio cugino ne ha visto uno, ho come prova questa barra di metallo caduta dall’ufo. Sebbene sia convinta della buona fede di Jonathan Baillies, lo sono un po’ meno della buona fede degli addetti al marketing della ZSL.

Published by tupaia on luglio 17th, 2007 tagged Estinti!, Insettivori, mammiferi


9 Responses to “Contrordine, compagni! L’echidna di sir David e’ tornata? (Zaglossus attenboroughi)”

  1. Giam Says:

    …Colombo fu convinto di aver trovato l’ “India” anche perchè quando mostrava spezie orientali agli indigeni caraibici, questi dicevano di riconoscerli, solo che le piante crescevano sempre “più in la'” o “più in alto” o (forse sopratutto) “più lontano”…

    Condivido (seppure dalla mia modestissima posizione di spettatore) la tua perplessità, dati i fatti relazionati. Senza nullòa togliere alla bontà dell’etnozoologia etyc.

  2. tupaia Says:

    Io stessa ho usato l’evidenza aneddotica degli agricoltori per i resoconti di danni da scoiattoli, non e’ quello che mi turba. Mi turba il modo in cui le informazioni, che dovrebbero essere scientifiche, vengono usate. Ma spero naturalmente di essre in torto, e che bailies abbia ragione.

  3. L.M. (Leonardo Migliarini) Says:

    Good morning milady_ Devo il passaggio da queste parti alla segnalazione di Miguel Martínez, che come talent scout avrebbe un ‘presente prossimo’, se non proprio un futuro_ Io glielo proporrei seriamente di fondare una casa editrice, peccato mi sia sputtanato alla grande tutti i miei capitali di famiglia_

    Ma venendo a noi – mi prenderei la sfacciata libertà di richiedere più posts sui ‘topi’ dato che da qualche tempo ho imparato ad amarli_ È successo da quando abbiamo cominciato a convivere – e la curiosità si è trasformata veloce in tenera simpatia_ In questa famiglia tutti li sterminerebbero a fuoco, se sapessero come fare_ Anch’io in effetti, a volte, quando passano tutta la notte a rodere i coglioni nel sottotetto, proprio in verticale alle mie orecchie, ho pensato di sguinzagliargli un 3 o 4 pitoni, oppure ho passato minuti insonni a progettare trappole infallibili_ Meno male che certe notti qualche gatto randagio si infila dentro e fa un po’ di pulito_
    Ma poi, passata l’incazzatura, la curiosità e l’attrazione hanno sempre ripreso il sopravvento sul resto_ Quando ho del tempo libero mi piacerebbe spiarli: sapere che minchia fanno tutto il giorno_

    Però adesso, a parte le facezie, quanto davvero possono essere pericolosi per gli abitanti della casa?? e quanto davvero possono riprodursi per arrivare ad invaderci??
    Perché io tendo a smitizzare la loro dannosità, però non so quanto torto posso avere_

    Infine un breve raccontino_ Un giorno d’Estate come d’abitudine andammo a Calafuria, costa rocciosa subito a sud di Livorno, con una amica_ Restammo fino quasi a buio fatto_ Poi andammo a comprare dei pezzi di pizza a taglio ad Antignano, per mangiarli seduti su una delle tante panchine di quei giardinetti liberty sparsi su tutto il lungomare fino all’Accademia_
    Appena aperte le pizze, nel giro di secondi spuntarono da ogni lato una ventina abbondante di ratti privi di qualsiasi timore e pronti ad attaccare la nostra panchina già dal profumo sublime_ Si può immaginare gli urli della mia amica_ Per la prima volta nella mia vita dovetti fare ‘l’eroe’ e portarla a salvo in braccio_ Poi tornare, sempre in infradito, a salvare la sua borsa rimasta appesa alla panchina_ E tutto questo lasciandogli in ‘ostaggio’ quasi tutta la pizza – tanto, chissà quanta fame ci era rimasta_ Se non ricordo male facemmo qualche giro di relax in auto e poi ci infilammo in una spaghetteria, parecchio tardi_

    Però ammetto che mi spaventai – e non mi sarei mai immaginato che i ratti non avessero la minima paura dell’uomo, o forse era la mia figura imbranata ed eterea a non fargli temere nulla_ E mi è sempre rimasta una voglia, da allora, saranno passati più di 10 anni, di tornare una notte su quella panchina con un’altra pizza per vedere se fu un caso o se è un fenomeno quotidiano_

    Well, a questo punto la saluto con un sorriso divertito da Stregatto e faccio i miei auguri a lei e a Mr.Inminoranza medesimo_ Bye_

  4. falecius Says:

    Garantisco che quantomeno a venezia è il ratto che spaventa l’uomo e non viceversa ;) Piacere di leggere anche qui i tuoi racconti, Leonardo… (ma perché non apri un blog? ;) Mica perché, fa piacere leggerti su kelebek ma non sempre ho tempo di apprezzare…) chiedo scusa a Mrs. Tupaia per l’uso abusivo del suo spazio, spero mi perdoni e spero che ci delizi presto con qualche altra bestiaccia (in questo momento mi chiedo quale ruolo abbiano nel Grande Piano Cosmico le zanzare, e se sia possibile sterminarle senza recar danno all’ecosistema ;))) ).
    Sempre per Mrs. Tupaia: ti ritengo parzialmente responsabile di questo: ;) http://falecius.splinder.com/post/13250450/Sogni+Inquietanti
    dato che senza di te il mio inconscio non avrebbe mai rielaborato l’idea di essere una tupaia.
    Grazie ;)

  5. tupaia Says:

    Ciao Leonardo, benvenuto. E grazie a Miguel e a Lisa per il tam tam che stanno facendo a questo blog.
    Se non vuoi topi in casa e’ facile, prenditi un gatto. Se invece non li vuoi morti ma solo allontanare prova con le trappole sherman, qui c’e’ un esempio: http://www.trapman.co.uk/mouse-traps.htm. Come esca ti consiglio nocciole e frutta ben matura, ma anche biscotti. Poi pero’ li devi portare ad almeno un km da casa per essere sicuro che non ritornino.
    Per i ratti e la pizza: erano creature affamate e non penso proprio ti avrebbero attaccato. Fossero stati cani io avrei avuto molta piu’ paura. Comunque un comportamento davvero insolito, interessante, grazie per averlo postato. Sembra quasi che fossero abituati a socializzare con l’uomo…

  6. tupaia Says:

    Falecius: ho smesso di credere ai grandi piani cosmici in tenera eta’, piu’ o meno da quando ho smesso di credere ai complotti dei savi di sion :)
    per sterminare le zanzare c’e’ un sistema semplice e collaudato: si immettono nell’ambiente maschi sterili, sterilizzati tramite irraggiamento (credo raggi X o gamma). Le zanzare femmina si accoppiano una volta sola, per cui se il maschio e’ sterile non c’e un seguito di progenie. Per le anopheles, che portano la zanzara, e per altri ditteri dannosi questo sistema sembra aver funzionato in alcune zone dell’africa, ma ovviamente e’ molto costoso.

  7. L.M. (Leonardo Migliarini) Says:

    @ Falecius – ti ringrazio, davvero, ma ho almeno 2 buoni motivi per non aprire un blog: a) non sono una persona abbastanza sana – b) non me la sento, personalmente, di iniziare un’attività “seria” come sarebbe ed è sempre stata per me lo scrivere, senza un adeguato livello di professionalità – e siccome nessuno diventa professionista a 36 anni o esercendo nel tempo libero, diciamo che la mia possibilità me la sono “bevuta” a 20 anni, in un senso quasi letterale_

    @ Mrs. Inminoranza – ti ringrazio moltissimo della risposta, ma a me in realtà i topi non danno fastidio, solo all’inizio perché non li conoscevo e mi sentivo spaventato_ Poi sono andato via di casa proprio ieri l’altro, dopo 6 mesi di caduta a parapendio, quindi ormai è un problema loro_ E dulcis in fundo, la mia “ormai ex moglie” ha fobia, ma proprio dura, dei gatti fin da piccola_

    PS: Ho una storiella, molto meno avvincente, anche sui ragni “tigre” – mi sa che te la posto di là_

  8. tupaia Says:

    leonardo: io son piu’ contenta se i topini restano dove sono, in realta’. Mi preoccupo solo quando qualcuno non li sopporta e li vuole avvelenare o, peggio, incollare.

  9. boys dick in girls crotch Says:

    Nice site. Thank you!

Leave a Comment