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	<title>Commenti per L&#039;orologiaio miope</title>
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	<description>Ci sono piu&#039; cose in cielo e in terra, Orazio, di quante possa immaginarne la tua filosofia</description>
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		<title>Commenti su Il tessitore sordo (considerazioni sul koan dell&#8217;albero) di Gustavo</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/il-tessitore-sordo-considerazioni-sul-koan-dellalbero/comment-page-1/#comment-79501</link>
		<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 11:23:32 +0000</pubDate>
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		<description>Tupaia sei grande!

Blog come il tuo se ne trovano pochi in giro.

Solo osservando la natura si puo&#039; fare profonda filosofia.

E&#039; un piacere venirti a trovare ogni tanto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tupaia sei grande!</p>
<p>Blog come il tuo se ne trovano pochi in giro.</p>
<p>Solo osservando la natura si puo&#8217; fare profonda filosofia.</p>
<p>E&#8217; un piacere venirti a trovare ogni tanto.</p>
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		<title>Commenti su Il tessitore sordo (considerazioni sul koan dell&#8217;albero) di Francesco Ganz</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/il-tessitore-sordo-considerazioni-sul-koan-dellalbero/comment-page-1/#comment-78757</link>
		<dc:creator>Francesco Ganz</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 23:03:07 +0000</pubDate>
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		<description>Mi scusi Tupaia per queto mio secondo commento al post, ma sono davvero eccitato alla scoperta di questo blog così interessante; ance io ovviamente, come altri milioni di persone nel mondo, ho letto l&#039;orologiaio cieco di Dawkins; a dire il vero l&#039;ho letto in inglese e solo ora mi rendo conto di non ricordare il titolo originale; detto questo,ricordando lo spirito dell&#039;autore, come può essere incappata nella tentazione platonica con questo suo post ?...Io credo che fra ateismo/agnosticismo ( che poi mi sembra una sorta di lutheranesimo dell&#039;ateismo) e cristianesimo/monoteismo esista una terza via, quella del paganesimo, che oggi siamo fortunati a poter declinare secondo la teoria di Gaia e le avvicenti letture delle scienze dei sistemi complessi del pianeta...Le consiglio &quot;come si può essere pagani&quot; di De Benoist, uno dei principali giornalisti e filosofi coevi , esponente della novelle droit francese..Dopotutto, per dissacrare un pò quest&#039;aura di solennità mi pare evidente che l&#039;autore di Avatar abbia letto Lovelock...Mi sembra che Gaia ed i temi della sostenibilità ci spingano a destra, una destra arcaica e pre politica, antisociale, intendo cocme società quella dei consumatori ma anche quella dei cittadini che credono di avere dei diritti acqusiti non solo in quanto nativi di una patria ma in quanto essere umani,almeno in questi tempi di inizio di un effetto serra probabilmente fuori controllo ,( con prepotenti feedback positivi alla ribalta ): una destra Jungeriana, una &quot; destra degli dei&quot;, altro saggio di De Benosit che mi sentirei di raccomandare...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi scusi Tupaia per queto mio secondo commento al post, ma sono davvero eccitato alla scoperta di questo blog così interessante; ance io ovviamente, come altri milioni di persone nel mondo, ho letto l&#8217;orologiaio cieco di Dawkins; a dire il vero l&#8217;ho letto in inglese e solo ora mi rendo conto di non ricordare il titolo originale; detto questo,ricordando lo spirito dell&#8217;autore, come può essere incappata nella tentazione platonica con questo suo post ?&#8230;Io credo che fra ateismo/agnosticismo ( che poi mi sembra una sorta di lutheranesimo dell&#8217;ateismo) e cristianesimo/monoteismo esista una terza via, quella del paganesimo, che oggi siamo fortunati a poter declinare secondo la teoria di Gaia e le avvicenti letture delle scienze dei sistemi complessi del pianeta&#8230;Le consiglio &#8220;come si può essere pagani&#8221; di De Benoist, uno dei principali giornalisti e filosofi coevi , esponente della novelle droit francese..Dopotutto, per dissacrare un pò quest&#8217;aura di solennità mi pare evidente che l&#8217;autore di Avatar abbia letto Lovelock&#8230;Mi sembra che Gaia ed i temi della sostenibilità ci spingano a destra, una destra arcaica e pre politica, antisociale, intendo cocme società quella dei consumatori ma anche quella dei cittadini che credono di avere dei diritti acqusiti non solo in quanto nativi di una patria ma in quanto essere umani,almeno in questi tempi di inizio di un effetto serra probabilmente fuori controllo ,( con prepotenti feedback positivi alla ribalta ): una destra Jungeriana, una &#8221; destra degli dei&#8221;, altro saggio di De Benosit che mi sentirei di raccomandare&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Il tessitore sordo (considerazioni sul koan dell&#8217;albero) di Francesco Ganz</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/il-tessitore-sordo-considerazioni-sul-koan-dellalbero/comment-page-1/#comment-78753</link>
		<dc:creator>Francesco Ganz</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 22:41:36 +0000</pubDate>
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		<description>Salve Tupaia ( che credo sia un nick ) e complimentissimi per il tuo blog che oggi scopro tramite link da petrolitico ; midiletto di biologia e qualcosa di più conosco di filosofia, ma la mia professione è tutt&#039;altro che così interessante, almeno credo; dopo queste 2 righe di presentazione vengo al tuo post, che mi sembra essere incappato in un chiaro esempio di platonismo cristiano,ovvero una forma di dualismo, anzi la forma di dualismo par excellence, e cioè quella fra realtà ontologica e realtà percipita, o fra fattualità oggettiva e linguaggio , che poi è al servizio deò ben più terreno ( per usi e abusi) dualismo fra corpo ed anima : chi si chiede cosa sia la verità in realtà sposta o si trova a spostare il campo da cosa ha forza sufficiente per regolare il flusso di materia-energia, quod valet, a chi ha sufficiente titoli per regolare queste relazioni : Noetsche scoprì per primo questo bel giochino come umano, troppo umano...Ti propongo una sfida : hai davanti un bellissimo ed immeso mosaico; si dà il caso che ti siano stati dati dalla fisica e chimica tutte lechiavi interpretative necessarie, cioè riesci a capire immediatamente cosa è raffigurato nel complesso, pure mai potrai riempire gli spazi vuoti fra le tessere...Ora, da qui, c&#039;è chi vuole trasformare i lupi in agnelli e gli agnelli e lupi ed è risucito a convincere molti, per 2000 anni circa, che il mosaico niente potrà trasmetterci perchè per sua natura incompleto e quindi dobbiamo prostraci alla bizzara interpretazione che ne fanno i sacerdoti prosopoagnosici e daltonici che hanno ricevuto in dono i loro deficit di interpretazione visiva da Dio stesso...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salve Tupaia ( che credo sia un nick ) e complimentissimi per il tuo blog che oggi scopro tramite link da petrolitico ; midiletto di biologia e qualcosa di più conosco di filosofia, ma la mia professione è tutt&#8217;altro che così interessante, almeno credo; dopo queste 2 righe di presentazione vengo al tuo post, che mi sembra essere incappato in un chiaro esempio di platonismo cristiano,ovvero una forma di dualismo, anzi la forma di dualismo par excellence, e cioè quella fra realtà ontologica e realtà percipita, o fra fattualità oggettiva e linguaggio , che poi è al servizio deò ben più terreno ( per usi e abusi) dualismo fra corpo ed anima : chi si chiede cosa sia la verità in realtà sposta o si trova a spostare il campo da cosa ha forza sufficiente per regolare il flusso di materia-energia, quod valet, a chi ha sufficiente titoli per regolare queste relazioni : Noetsche scoprì per primo questo bel giochino come umano, troppo umano&#8230;Ti propongo una sfida : hai davanti un bellissimo ed immeso mosaico; si dà il caso che ti siano stati dati dalla fisica e chimica tutte lechiavi interpretative necessarie, cioè riesci a capire immediatamente cosa è raffigurato nel complesso, pure mai potrai riempire gli spazi vuoti fra le tessere&#8230;Ora, da qui, c&#8217;è chi vuole trasformare i lupi in agnelli e gli agnelli e lupi ed è risucito a convincere molti, per 2000 anni circa, che il mosaico niente potrà trasmetterci perchè per sua natura incompleto e quindi dobbiamo prostraci alla bizzara interpretazione che ne fanno i sacerdoti prosopoagnosici e daltonici che hanno ricevuto in dono i loro deficit di interpretazione visiva da Dio stesso&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il tessitore sordo (considerazioni sul koan dell&#8217;albero) di tupaia</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/il-tessitore-sordo-considerazioni-sul-koan-dellalbero/comment-page-1/#comment-78569</link>
		<dc:creator>tupaia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 13:39:48 +0000</pubDate>
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		<description>Ecco, questo mi sembra un piu&#039; che legittimo dubbio e un ottimo spunto di riflessione. Io pero&#039; mi richiudo nel mio guscio empirico e lascio i filosofi a rimuginarci su</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco, questo mi sembra un piu&#8217; che legittimo dubbio e un ottimo spunto di riflessione. Io pero&#8217; mi richiudo nel mio guscio empirico e lascio i filosofi a rimuginarci su</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il tessitore sordo (considerazioni sul koan dell&#8217;albero) di Aldo</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/il-tessitore-sordo-considerazioni-sul-koan-dellalbero/comment-page-1/#comment-78554</link>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 12:21:12 +0000</pubDate>
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		<description>Mi spiace inserire un altro commento oltre quello di Andrea, che rappresenta una degna quanto simpatica conclusione. Ma questo post è ghiotto di riflessioni e commenti. L&#039;albero che cade produce un suono, a prescindere dalla presenza di chi lo può ascoltare. Ma, non volendo disturbare Platone, la matematica esisterebbe senza una mente che la ospita? Forse mi allontano troppo dagli argomenti trattati in questo post. Ma forse no, guardando la successione di Fibonacci dentro un girasole.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi spiace inserire un altro commento oltre quello di Andrea, che rappresenta una degna quanto simpatica conclusione. Ma questo post è ghiotto di riflessioni e commenti. L&#8217;albero che cade produce un suono, a prescindere dalla presenza di chi lo può ascoltare. Ma, non volendo disturbare Platone, la matematica esisterebbe senza una mente che la ospita? Forse mi allontano troppo dagli argomenti trattati in questo post. Ma forse no, guardando la successione di Fibonacci dentro un girasole.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Il tessitore sordo (considerazioni sul koan dell&#8217;albero) di Andrea</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/il-tessitore-sordo-considerazioni-sul-koan-dellalbero/comment-page-1/#comment-78202</link>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 12:55:36 +0000</pubDate>
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		<description>Sto guardando dalla finestra della mia stanza un simpatico tordo che in questo momento sta spolpando uno dei pochi cachi residui appesi ai ramo di un albero stento nell&#039;aiuola asfittica di un centro urbano del nord Italia. Sto cercando di non entrare nel suo campo visivo e non influenzarne il pasto più di quanto non abbia già fatto cospargendolo, in concorso con i miei conspecifici, di polvere nerastra, ricca di idrocarburi e metalli pesanti. Non sento il rumore del becco che affonda nel frutto, probabilmente perché mi giunge confuso dal sottofondo e troppo distante per avvertirlo, né ho udito il suono che deve aver prodotto quella macchia arancione quando è diventata tale, dopo essere stata frutto, in mezzo al guano ed all&#039;immondizia ai piedi dell&#039;albero, la notte scorsa: dormivo tranquillo, in un altro posto. Eppure  saprei con ottima approssimazione quali potrebbero essere stati questi rumori, potrei costruire un esperimento per produrne di molto simili e non mi sognerei mai di negare che si siano manifestati in mia assenza ovvero in assenza di altri miei simili che avrebbero potuto apprezzarne l&#039;effetto in maniera non dissimile. Similmente non posso negare che il mio collega del piano di sotto abbia prodotto un certo rumore aprendo la finestra,  nonostante non l&#039; abbia sentito farlo. So che è successo e lo intuisco dallo stato &quot;open&quot; dell&#039;infisso, a differenza del simpatico tordo che ha avvertito il suono, lo ha catalogato come pericolo ed è volato via.
Simile, non dissimile, similmente: vocaboli che ritornano a scandire un pensiero che è figlio legittimo del ragionamento induttivo che mi permette di sopravvivere discretamente nel sistema macroscopico che abito, di spellarmi i principali problemi quotidiani in maniera euristica e fidandomi dell&#039;approssimazione newtoniana, cercando di governare la mia vita al meglio e adoperandomi per  prolungare la durata dell&#039;energia chimica potenziale mia, dei miei cari, dei miei cani e più o meno di quello che mi sta intorno. Confidando che quando la mia massa corporea avrà raggiunto (il più tardi possibile) l&#039;equilibrio termodinamico, i cachi continueranno a fare splash spiaccicandosi al suolo anche dove non li sente nessuno, che so, nel profondo della foresta amazzonica. Che, si sa, è ricchissima di cachi e popolata di tordi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sto guardando dalla finestra della mia stanza un simpatico tordo che in questo momento sta spolpando uno dei pochi cachi residui appesi ai ramo di un albero stento nell&#8217;aiuola asfittica di un centro urbano del nord Italia. Sto cercando di non entrare nel suo campo visivo e non influenzarne il pasto più di quanto non abbia già fatto cospargendolo, in concorso con i miei conspecifici, di polvere nerastra, ricca di idrocarburi e metalli pesanti. Non sento il rumore del becco che affonda nel frutto, probabilmente perché mi giunge confuso dal sottofondo e troppo distante per avvertirlo, né ho udito il suono che deve aver prodotto quella macchia arancione quando è diventata tale, dopo essere stata frutto, in mezzo al guano ed all&#8217;immondizia ai piedi dell&#8217;albero, la notte scorsa: dormivo tranquillo, in un altro posto. Eppure  saprei con ottima approssimazione quali potrebbero essere stati questi rumori, potrei costruire un esperimento per produrne di molto simili e non mi sognerei mai di negare che si siano manifestati in mia assenza ovvero in assenza di altri miei simili che avrebbero potuto apprezzarne l&#8217;effetto in maniera non dissimile. Similmente non posso negare che il mio collega del piano di sotto abbia prodotto un certo rumore aprendo la finestra,  nonostante non l&#8217; abbia sentito farlo. So che è successo e lo intuisco dallo stato &#8220;open&#8221; dell&#8217;infisso, a differenza del simpatico tordo che ha avvertito il suono, lo ha catalogato come pericolo ed è volato via.<br />
Simile, non dissimile, similmente: vocaboli che ritornano a scandire un pensiero che è figlio legittimo del ragionamento induttivo che mi permette di sopravvivere discretamente nel sistema macroscopico che abito, di spellarmi i principali problemi quotidiani in maniera euristica e fidandomi dell&#8217;approssimazione newtoniana, cercando di governare la mia vita al meglio e adoperandomi per  prolungare la durata dell&#8217;energia chimica potenziale mia, dei miei cari, dei miei cani e più o meno di quello che mi sta intorno. Confidando che quando la mia massa corporea avrà raggiunto (il più tardi possibile) l&#8217;equilibrio termodinamico, i cachi continueranno a fare splash spiaccicandosi al suolo anche dove non li sente nessuno, che so, nel profondo della foresta amazzonica. Che, si sa, è ricchissima di cachi e popolata di tordi.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il tessitore sordo (considerazioni sul koan dell&#8217;albero) di Save</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/il-tessitore-sordo-considerazioni-sul-koan-dellalbero/comment-page-1/#comment-78156</link>
		<dc:creator>Save</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 00:49:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lorologiaiomiope.com/?p=2007#comment-78156</guid>
		<description>Ciao, spero che qualcuno scriva presto la storia dell&#039;evoluzione degli unicorni glitterati che esistettero prima dei dinosauri.

Come dici? Non esistono prove della loro esistenza? Nessuno ha mai beccato un fossile? Nessuno ha mai stabilito qualche eredità genetica o evolutiva della loro esistenza? Nessuno ne ha mai visto uno?

Beh ma questo non conta! Loro sono esistiti a prescindere da quello che possiamo saperne noi, giusto?

___

Il mio commento ironico deriva in realtà dai miei studi di filosofia e dalla necessità di sintetizzare le 5 pagine word di risposta che avevo scritto.
La verità è che una forma di realismo radicale in cui il fatto prescinde al 100% dalla percezione è tanto metafisica quanto la teologia del reverendo Paley, e allora la competizione tra l&#039;evoluzionismo è le spiegazioni creazioniste diventano solo un gioco a chi fa la pipì più lontano... pensaci.

Con tutta la mia stima!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, spero che qualcuno scriva presto la storia dell&#8217;evoluzione degli unicorni glitterati che esistettero prima dei dinosauri.</p>
<p>Come dici? Non esistono prove della loro esistenza? Nessuno ha mai beccato un fossile? Nessuno ha mai stabilito qualche eredità genetica o evolutiva della loro esistenza? Nessuno ne ha mai visto uno?</p>
<p>Beh ma questo non conta! Loro sono esistiti a prescindere da quello che possiamo saperne noi, giusto?</p>
<p>___</p>
<p>Il mio commento ironico deriva in realtà dai miei studi di filosofia e dalla necessità di sintetizzare le 5 pagine word di risposta che avevo scritto.<br />
La verità è che una forma di realismo radicale in cui il fatto prescinde al 100% dalla percezione è tanto metafisica quanto la teologia del reverendo Paley, e allora la competizione tra l&#8217;evoluzionismo è le spiegazioni creazioniste diventano solo un gioco a chi fa la pipì più lontano&#8230; pensaci.</p>
<p>Con tutta la mia stima!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il tessitore sordo (considerazioni sul koan dell&#8217;albero) di Muffin87</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/il-tessitore-sordo-considerazioni-sul-koan-dellalbero/comment-page-1/#comment-78150</link>
		<dc:creator>Muffin87</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 00:04:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lorologiaiomiope.com/?p=2007#comment-78150</guid>
		<description>Già molto prima che il Giappone si aprisse all&#039;occidente nel 1868, il Giappone importò per lunghi secoli dalla Cina sia tecnologie sia modi di pensare il mondo - adeguandoli profondamente.
è un&#039;attitudine particolarmente &quot;giapponese&quot; sentirsi culturalmente &quot;secondo&quot;, e importare quindi dalla nazione percepita &quot;superiore&quot; per poi adattare tecnologia e metodi esteri alla propria cultura.
Come ci insegna la storia della globalizzazione, nel colonialismo c&#039;è perfetta corrispondenza fra politica di potenza e di sopravvivenza; durante l&#039;epoca coloniale, lo stato nazione doveva necessariamente espandersi per non diventare a sua volta una colonia. La restaurazione Meiji è quindi motivata soprattutto dalla minaccia coloniale, ma è stata agevolata dai precedenti rapporti con la Cina.
Per molte nazioni, come la Cina, e per il Giappone in maniera più emblematica sopravvivere al colonialismo ha implicato incorporare tecnologie e modi di pensare stranieri: il tempo per adeguare i propri a un mondo dominato dall&#039;Occidente non era sufficiente, se bisognava evitare di diventare una colonia.

Quello che chiami Medioevo, è un periodo in cui il Giappone era molto più alfabetizzato di molti altri paesi europei, in cui il sistema bancario funzionava piuttosto bene, e senza essere stato importato dall&#039;occidente.
Il motivo per cui il Giappone in ultima analisi ha importato il pensiero occidentale, non è perché si sia accorto della superiorità del pensiero europeo, ma perché era l&#039;unico modo per sopravvivere.
Certamente il precedente storico dell&#039;importazione della Cina e la più generale attitudine della cultura giapponese a incorporare ed adeguare ha enormemente semplificato il processo.
Fu infatti per questo che l&#039;industrializzazione giapponese fu così veloce.
Con questo non intendo dire che il Giappone non abbia giovato del sapere scientifico europeo di quegli anni, ma che se si confronta con gli altri paesi - occidentali - che si siano industrializzati dopo il 1850, sicuramente era fra i più avanzati, più dell&#039;Italia, soprattutto dal punto di vista del capitale umano.

D&#039;altra parte, il Giappone non ha semplicemente importato, anzi importantissimi pensatori occidentali hanno molto più che semplicemente accarezzato lo zen e le sue idee, al contrario, le hanno spacciate per proprie.
A questo riguardo si potrebbe guardare &quot;Heidegger&#039;s hidden sources: East Asian influences on his work&quot;, &quot;Nietzsche, Heidegger, and Daoist thought: crossing paths in-between&quot;, &quot;Heidegger and Asian thought&quot;.
Dal contatto fra zen e esistenzialismo di matrice tedesca è poi nata la Scuola di Kyoto.

[...]L’idea era gia’ in precedenza stata considerata e accarezzata dallo zen, ovviamente, ma si dimostra che il Giappone, per venire fuori dal medioevo, ha dovuto lasciare i templi ai turisti e cominciare ad utilizzare il pensiero occidentale per diventare la terza potenza mondiale....]

Ti seguo con interesse e il tua mi sembra una scrittura molto acuta.
Come mai ti sei gettata in un&#039;osservazione così eurocentrica e semplicistica?
Se fosse stato il pensiero occidentale a rendere il Giappone la terza potenza industriale del mondo, il Giappone dovrebbe essere solo la prima delle ultime, con tutte le altre potenze industriali occidentali davanti a sé.
L&#039;occidentalizzazione del Giappone è solo una facciata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Già molto prima che il Giappone si aprisse all&#8217;occidente nel 1868, il Giappone importò per lunghi secoli dalla Cina sia tecnologie sia modi di pensare il mondo &#8211; adeguandoli profondamente.<br />
è un&#8217;attitudine particolarmente &#8220;giapponese&#8221; sentirsi culturalmente &#8220;secondo&#8221;, e importare quindi dalla nazione percepita &#8220;superiore&#8221; per poi adattare tecnologia e metodi esteri alla propria cultura.<br />
Come ci insegna la storia della globalizzazione, nel colonialismo c&#8217;è perfetta corrispondenza fra politica di potenza e di sopravvivenza; durante l&#8217;epoca coloniale, lo stato nazione doveva necessariamente espandersi per non diventare a sua volta una colonia. La restaurazione Meiji è quindi motivata soprattutto dalla minaccia coloniale, ma è stata agevolata dai precedenti rapporti con la Cina.<br />
Per molte nazioni, come la Cina, e per il Giappone in maniera più emblematica sopravvivere al colonialismo ha implicato incorporare tecnologie e modi di pensare stranieri: il tempo per adeguare i propri a un mondo dominato dall&#8217;Occidente non era sufficiente, se bisognava evitare di diventare una colonia.</p>
<p>Quello che chiami Medioevo, è un periodo in cui il Giappone era molto più alfabetizzato di molti altri paesi europei, in cui il sistema bancario funzionava piuttosto bene, e senza essere stato importato dall&#8217;occidente.<br />
Il motivo per cui il Giappone in ultima analisi ha importato il pensiero occidentale, non è perché si sia accorto della superiorità del pensiero europeo, ma perché era l&#8217;unico modo per sopravvivere.<br />
Certamente il precedente storico dell&#8217;importazione della Cina e la più generale attitudine della cultura giapponese a incorporare ed adeguare ha enormemente semplificato il processo.<br />
Fu infatti per questo che l&#8217;industrializzazione giapponese fu così veloce.<br />
Con questo non intendo dire che il Giappone non abbia giovato del sapere scientifico europeo di quegli anni, ma che se si confronta con gli altri paesi &#8211; occidentali &#8211; che si siano industrializzati dopo il 1850, sicuramente era fra i più avanzati, più dell&#8217;Italia, soprattutto dal punto di vista del capitale umano.</p>
<p>D&#8217;altra parte, il Giappone non ha semplicemente importato, anzi importantissimi pensatori occidentali hanno molto più che semplicemente accarezzato lo zen e le sue idee, al contrario, le hanno spacciate per proprie.<br />
A questo riguardo si potrebbe guardare &#8220;Heidegger&#8217;s hidden sources: East Asian influences on his work&#8221;, &#8220;Nietzsche, Heidegger, and Daoist thought: crossing paths in-between&#8221;, &#8220;Heidegger and Asian thought&#8221;.<br />
Dal contatto fra zen e esistenzialismo di matrice tedesca è poi nata la Scuola di Kyoto.</p>
<p>[...]L’idea era gia’ in precedenza stata considerata e accarezzata dallo zen, ovviamente, ma si dimostra che il Giappone, per venire fuori dal medioevo, ha dovuto lasciare i templi ai turisti e cominciare ad utilizzare il pensiero occidentale per diventare la terza potenza mondiale&#8230;.]</p>
<p>Ti seguo con interesse e il tua mi sembra una scrittura molto acuta.<br />
Come mai ti sei gettata in un&#8217;osservazione così eurocentrica e semplicistica?<br />
Se fosse stato il pensiero occidentale a rendere il Giappone la terza potenza industriale del mondo, il Giappone dovrebbe essere solo la prima delle ultime, con tutte le altre potenze industriali occidentali davanti a sé.<br />
L&#8217;occidentalizzazione del Giappone è solo una facciata.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il tessitore sordo (considerazioni sul koan dell&#8217;albero) di Landolfi</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/il-tessitore-sordo-considerazioni-sul-koan-dellalbero/comment-page-1/#comment-78132</link>
		<dc:creator>Landolfi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 21:04:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lorologiaiomiope.com/?p=2007#comment-78132</guid>
		<description>@astrosio: commentare un post premettendo &quot;non ho letto il post&quot; è veramente il massimo! Applausi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@astrosio: commentare un post premettendo &#8220;non ho letto il post&#8221; è veramente il massimo! Applausi</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il tessitore sordo (considerazioni sul koan dell&#8217;albero) di astrosio</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/il-tessitore-sordo-considerazioni-sul-koan-dellalbero/comment-page-1/#comment-78113</link>
		<dc:creator>astrosio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 17:23:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lorologiaiomiope.com/?p=2007#comment-78113</guid>
		<description>problema interessante, e astruso. non ho letto il post, per non infulenzarne il contenuto con la mia lettura, pertanto non so di cosa parla. mi permetto, dunque, un&#039;osservazione random: l&#039;uomo sopravvaluta sé stesso il più delle volte, ma fatalmente si sottovaluta in alcuni casi. credo infatti che non ci sia una realtà condivisa, ma una realtà convenzionale. di massa. ovvero trasversale ai ceti sociali, economici o culturali che siano, e alla storia. ma presi individualmente, gli esseri umani, ci si rende conto come ognuno di loro costruisca veri e propri mondi, diverso l&#039;uno dall&#039;altro. ecco. fine. basta. bum! (mi piace finire con gli effetti speciali.)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>problema interessante, e astruso. non ho letto il post, per non infulenzarne il contenuto con la mia lettura, pertanto non so di cosa parla. mi permetto, dunque, un&#8217;osservazione random: l&#8217;uomo sopravvaluta sé stesso il più delle volte, ma fatalmente si sottovaluta in alcuni casi. credo infatti che non ci sia una realtà condivisa, ma una realtà convenzionale. di massa. ovvero trasversale ai ceti sociali, economici o culturali che siano, e alla storia. ma presi individualmente, gli esseri umani, ci si rende conto come ognuno di loro costruisca veri e propri mondi, diverso l&#8217;uno dall&#8217;altro. ecco. fine. basta. bum! (mi piace finire con gli effetti speciali.)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il tessitore sordo (considerazioni sul koan dell&#8217;albero) di Fausto</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/il-tessitore-sordo-considerazioni-sul-koan-dellalbero/comment-page-1/#comment-78108</link>
		<dc:creator>Fausto</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 16:27:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lorologiaiomiope.com/?p=2007#comment-78108</guid>
		<description>Non capisco quale sia, umanamente, la differenza tra fisici, biologi, chimici, ingegneri. Sono persone, possono sbagliare ma non in funzione delle loro qualifiche, perlomeno non solo.
L&#039;osservazione comporta interazione e l&#039;interazione influisce sulla misura.  Quello che mi preme è capire se può esistere l&#039;oggettività con queste condizioni al contorno, e se non esiste che cosa la approssima meglio. Tutto qui.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non capisco quale sia, umanamente, la differenza tra fisici, biologi, chimici, ingegneri. Sono persone, possono sbagliare ma non in funzione delle loro qualifiche, perlomeno non solo.<br />
L&#8217;osservazione comporta interazione e l&#8217;interazione influisce sulla misura.  Quello che mi preme è capire se può esistere l&#8217;oggettività con queste condizioni al contorno, e se non esiste che cosa la approssima meglio. Tutto qui.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il tessitore sordo (considerazioni sul koan dell&#8217;albero) di Marco Ferrari</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/il-tessitore-sordo-considerazioni-sul-koan-dellalbero/comment-page-1/#comment-78097</link>
		<dc:creator>Marco Ferrari</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 14:59:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lorologiaiomiope.com/?p=2007#comment-78097</guid>
		<description>Sto ancora ragionando sulla storia delle nicchie, e capito qui. Ecco il mio pensiero da due cent: l&#039;albero che cade non fa rumore se non c&#039;è nessuno ad ascoltarlo solo secondo la definizione di suono o rumore come qualcosa che colpisce le orecchie (o apparati corrispondenti) di qualche vivente. Ma l&#039;albero che cade fa sicuramente vibrare l&#039;aria (anche se nessuno lo ascolta). Come possiamo essere certi che ciò accada? Dire che poiché non ci siamo non lo sappiamo butta all&#039;aria secoli di ricerca scientifica, che si basa - molto ingenuamente, teniamo presente il tacchino induttivista - in primissima istanza sul metodo dell&#039;induzione. Se conduciamo un esperimento con centinaia di ratti (per parlare della mia vita precedente) sottoposti a trattamento farmacologico e questi reagiscono statisticamente tutti allo stesso modo, non abbiamo ragione di credere che anche i prossimi, e gli uomini per analogia, agiscano in maniera diversa. E mettiamo in commercio i farmaci. Se abbiamo visto e sentito milioni di alberi cadere nella foresta amazzonica e fare rumore, non abbiamo ragione di credere che anche un albero in una foresta solitaria - senza attorno esseri viventi che possano &quot;ascoltare&quot; - non faccia rumore. Quanto poi al collasso della funzione d&#039;onda, mi ha sempre fatto ridere il fatto che i fisici parlino sempre di &quot;osservatore&quot; e basta, che a quanto ho capito dev&#039;essere un essere dotato di coscienza. Al volta che saremo certi che anche gli scimpanzé hanno coscienza di sè e del mondo (io lo sono, ma non conta) potremo metterli davanti alla gabbia con dentro il gatto e il veleno e chiedere loro cos&#039;anno visto. La funzione d&#039;onda collasserà quando loro vedono o quando ce lo comunicano? E se al posto dello scimpanzé metto un gatto, un cane, un delfino o simili, che accade?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sto ancora ragionando sulla storia delle nicchie, e capito qui. Ecco il mio pensiero da due cent: l&#8217;albero che cade non fa rumore se non c&#8217;è nessuno ad ascoltarlo solo secondo la definizione di suono o rumore come qualcosa che colpisce le orecchie (o apparati corrispondenti) di qualche vivente. Ma l&#8217;albero che cade fa sicuramente vibrare l&#8217;aria (anche se nessuno lo ascolta). Come possiamo essere certi che ciò accada? Dire che poiché non ci siamo non lo sappiamo butta all&#8217;aria secoli di ricerca scientifica, che si basa &#8211; molto ingenuamente, teniamo presente il tacchino induttivista &#8211; in primissima istanza sul metodo dell&#8217;induzione. Se conduciamo un esperimento con centinaia di ratti (per parlare della mia vita precedente) sottoposti a trattamento farmacologico e questi reagiscono statisticamente tutti allo stesso modo, non abbiamo ragione di credere che anche i prossimi, e gli uomini per analogia, agiscano in maniera diversa. E mettiamo in commercio i farmaci. Se abbiamo visto e sentito milioni di alberi cadere nella foresta amazzonica e fare rumore, non abbiamo ragione di credere che anche un albero in una foresta solitaria &#8211; senza attorno esseri viventi che possano &#8220;ascoltare&#8221; &#8211; non faccia rumore. Quanto poi al collasso della funzione d&#8217;onda, mi ha sempre fatto ridere il fatto che i fisici parlino sempre di &#8220;osservatore&#8221; e basta, che a quanto ho capito dev&#8217;essere un essere dotato di coscienza. Al volta che saremo certi che anche gli scimpanzé hanno coscienza di sè e del mondo (io lo sono, ma non conta) potremo metterli davanti alla gabbia con dentro il gatto e il veleno e chiedere loro cos&#8217;anno visto. La funzione d&#8217;onda collasserà quando loro vedono o quando ce lo comunicano? E se al posto dello scimpanzé metto un gatto, un cane, un delfino o simili, che accade?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il tessitore sordo (considerazioni sul koan dell&#8217;albero) di Landolfi</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/il-tessitore-sordo-considerazioni-sul-koan-dellalbero/comment-page-1/#comment-78049</link>
		<dc:creator>Landolfi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 06:20:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lorologiaiomiope.com/?p=2007#comment-78049</guid>
		<description>I filosofi si possono permettere queste posizioni perché non si scontrano con la realtà. Dall&#039;altra parte gli scienziati, che devono confrontarsi con la dura prova dell&#039;oggettività, sanno che se l&#039;interpretazione della realtà fosse solo frutto della propria fantasia, non reggerebbe più di qualche ora.
Mentre scrivo su questo blog, ci sono milioni di transistor in vari punti del mondo che si comportano esattamente come previsto senza che nessuno stia lì a controllarli.

(Complimenti per il blog)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I filosofi si possono permettere queste posizioni perché non si scontrano con la realtà. Dall&#8217;altra parte gli scienziati, che devono confrontarsi con la dura prova dell&#8217;oggettività, sanno che se l&#8217;interpretazione della realtà fosse solo frutto della propria fantasia, non reggerebbe più di qualche ora.<br />
Mentre scrivo su questo blog, ci sono milioni di transistor in vari punti del mondo che si comportano esattamente come previsto senza che nessuno stia lì a controllarli.</p>
<p>(Complimenti per il blog)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il tessitore sordo (considerazioni sul koan dell&#8217;albero) di Mauro</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/il-tessitore-sordo-considerazioni-sul-koan-dellalbero/comment-page-1/#comment-77994</link>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 21:09:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lorologiaiomiope.com/?p=2007#comment-77994</guid>
		<description>Premetto che leggo spesso i post di questo blog. Ne approfitto per fare i complimenti all&#039;autrice.
Premetto inoltre che nella vita non studio filosofia, quel poco che so lo ricordo dagli studi liceali.
Ciò detto, vorrei lo stesso esprimere la mia opinione.
A mio avviso tutto il discorso riguardante il fatto che fenomeni fisici possano esistere al di fuori della nostra esperienza non ha molto senso: noi al di fuori della nostra esperienza non sperimenteremo mai nulla, perciò tutto quello che possiamo pensare sulla realtà &quot;ultima&quot; delle cose rimane sempre e soltanto una supposizione. 
Un albero, senza che nessuno sia presente, fa rumore? Potrebbe esistere lo stesso il fenomeno fisico, cioè potrebbero essere prodotte delle vibrazioni delle molecole d&#039;aria, e via dicendo, ma tanto l&#039;essere umano non ha &quot;strumenti&quot; per provarlo. Tutto è frutto della sua esperienza, della sua percezione. &quot;Siamo liberi di creare nella nostra mente tutte le trame e gli orditi che ci piacciono per interpretare la realta’, ma questa non smette di esistere&quot;. Il problema è che non lo si può provare.
Anche ribaltando la questione non se ne esce. Il metodo scientifico deduttivo prescinde dall&#039;osservazione per la formulazione della teoria. Una teoria può scaturire dalle nostre intuizioni. Quindi ogni teoria può essere considerata valida, compresa la teoria dell&#039;evoluzione, o la convizione che esista una realtà &quot;oggettiva&quot; al di fuori dell&#039;esperienza umana, fino a quando l&#039;esperienza empirica non la smentisce (criterio di falsificabilità). Ma comunque nessun essere umano potrà mai fare una esperienza empirica sulla realtà ultima delle cose.
Spero di essere riuscito a spiegare cosa volevo dire.
Ancora complimenti per il blog.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Premetto che leggo spesso i post di questo blog. Ne approfitto per fare i complimenti all&#8217;autrice.<br />
Premetto inoltre che nella vita non studio filosofia, quel poco che so lo ricordo dagli studi liceali.<br />
Ciò detto, vorrei lo stesso esprimere la mia opinione.<br />
A mio avviso tutto il discorso riguardante il fatto che fenomeni fisici possano esistere al di fuori della nostra esperienza non ha molto senso: noi al di fuori della nostra esperienza non sperimenteremo mai nulla, perciò tutto quello che possiamo pensare sulla realtà &#8220;ultima&#8221; delle cose rimane sempre e soltanto una supposizione.<br />
Un albero, senza che nessuno sia presente, fa rumore? Potrebbe esistere lo stesso il fenomeno fisico, cioè potrebbero essere prodotte delle vibrazioni delle molecole d&#8217;aria, e via dicendo, ma tanto l&#8217;essere umano non ha &#8220;strumenti&#8221; per provarlo. Tutto è frutto della sua esperienza, della sua percezione. &#8220;Siamo liberi di creare nella nostra mente tutte le trame e gli orditi che ci piacciono per interpretare la realta’, ma questa non smette di esistere&#8221;. Il problema è che non lo si può provare.<br />
Anche ribaltando la questione non se ne esce. Il metodo scientifico deduttivo prescinde dall&#8217;osservazione per la formulazione della teoria. Una teoria può scaturire dalle nostre intuizioni. Quindi ogni teoria può essere considerata valida, compresa la teoria dell&#8217;evoluzione, o la convizione che esista una realtà &#8220;oggettiva&#8221; al di fuori dell&#8217;esperienza umana, fino a quando l&#8217;esperienza empirica non la smentisce (criterio di falsificabilità). Ma comunque nessun essere umano potrà mai fare una esperienza empirica sulla realtà ultima delle cose.<br />
Spero di essere riuscito a spiegare cosa volevo dire.<br />
Ancora complimenti per il blog.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il tessitore sordo (considerazioni sul koan dell&#8217;albero) di tupaia</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/il-tessitore-sordo-considerazioni-sul-koan-dellalbero/comment-page-1/#comment-77956</link>
		<dc:creator>tupaia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 14:42:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lorologiaiomiope.com/?p=2007#comment-77956</guid>
		<description>Emanuele: se un albero fluttuante cadesse in uno spazio vuoto, continuando a fluttuare dopo la caduta, non ferebbe rumore neanche sulla terra, neanche davanti ad uno stadio di osservatori. Sulla luna l&#039;albero non fa rumore ne&#039; davanti a dieci ne&#039; davanti a zero spettatori. Non vedo questo esempio dove porti. Capovolgiamo il problema: l&#039;astronauta, che non sente rumori sulla luna perche&#039; non c&#039;e&#039; aria, sarebbe un folle se negasse l&#039;esistenza del suono perche&#039; li&#039; e in quel momento non ce n&#039;e&#039;. Il nodo della questione e&#039; solo dare o non dare rilevanza alle percezioni soggettive, e alla conseguente interpretazione della realta&#039;.
La modellizzazione e&#039; estattamente il contrario di quello di cui si parla qui, e&#039; un tentativo di estrema oggettivizzazione della realta&#039; con metodi matematici, lavorando per approssimazioni ma essendone coscenti. Riguardo l&#039;ultima frase e&#039; ovvio per te e per me, ma prova a discuterne in proposito non dico con un creazionista, che quelli son tempo perso, ma anche con un filosofo postmodernista. Ti dira&#039; che l&#039;evoluzione e&#039; solo il tuo modo di interpretare la realta&#039;, uno dei possibili modi. Se il filosofo in questione e&#039; anche una femminista ti dira&#039; che l&#039;evoluzione e&#039; un concetto maschile e che andrebbe abolita.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Emanuele: se un albero fluttuante cadesse in uno spazio vuoto, continuando a fluttuare dopo la caduta, non ferebbe rumore neanche sulla terra, neanche davanti ad uno stadio di osservatori. Sulla luna l&#8217;albero non fa rumore ne&#8217; davanti a dieci ne&#8217; davanti a zero spettatori. Non vedo questo esempio dove porti. Capovolgiamo il problema: l&#8217;astronauta, che non sente rumori sulla luna perche&#8217; non c&#8217;e&#8217; aria, sarebbe un folle se negasse l&#8217;esistenza del suono perche&#8217; li&#8217; e in quel momento non ce n&#8217;e&#8217;. Il nodo della questione e&#8217; solo dare o non dare rilevanza alle percezioni soggettive, e alla conseguente interpretazione della realta&#8217;.<br />
La modellizzazione e&#8217; estattamente il contrario di quello di cui si parla qui, e&#8217; un tentativo di estrema oggettivizzazione della realta&#8217; con metodi matematici, lavorando per approssimazioni ma essendone coscenti. Riguardo l&#8217;ultima frase e&#8217; ovvio per te e per me, ma prova a discuterne in proposito non dico con un creazionista, che quelli son tempo perso, ma anche con un filosofo postmodernista. Ti dira&#8217; che l&#8217;evoluzione e&#8217; solo il tuo modo di interpretare la realta&#8217;, uno dei possibili modi. Se il filosofo in questione e&#8217; anche una femminista ti dira&#8217; che l&#8217;evoluzione e&#8217; un concetto maschile e che andrebbe abolita.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il canto del gundi (Ctenodactylidae) di tupaia</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/il-canto-del-gundi-ctenodactylidae/comment-page-1/#comment-77953</link>
		<dc:creator>tupaia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 14:24:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lorologiaiomiope.com/?p=1997#comment-77953</guid>
		<description>Vic: no, e&#039; quello di guardia o cumunque il primo a rendersi conto del pericolo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vic: no, e&#8217; quello di guardia o cumunque il primo a rendersi conto del pericolo</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il canto del gundi (Ctenodactylidae) di Vic</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/il-canto-del-gundi-ctenodactylidae/comment-page-1/#comment-77949</link>
		<dc:creator>Vic</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 13:22:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lorologiaiomiope.com/?p=1997#comment-77949</guid>
		<description>Ciao, una domanda da ignorante, l&#039;individuo che lancia i richiami è sempre lo stesso?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, una domanda da ignorante, l&#8217;individuo che lancia i richiami è sempre lo stesso?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il tessitore sordo (considerazioni sul koan dell&#8217;albero) di emanuele</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/il-tessitore-sordo-considerazioni-sul-koan-dellalbero/comment-page-1/#comment-77933</link>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 11:08:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lorologiaiomiope.com/?p=2007#comment-77933</guid>
		<description>Ciao, come sempre un ottimo post! Concordo con Vera, e adoro i post regolari sulle bestiole eccezionali, ma è bello leggere ogni tanto anche qualche tuo pensiero un po&#039; più astratto :)
 
Io rimango della mia idea; esempio frivolo: se l&#039;albero cadesse sulla luna (posto che qualcuno ce l&#039;avesse portato!) non si produrrebbero vibrazioni, non essendoci atmosfera. Un astronauta vedrebbe l&#039;albero che cade, ma non ci sarebbe rumore, nemmeno le vibrazioni (lasciamo stare le vibrazioni del terreno avvertite dai piedi e trasmesse al resto del corpo, facciamo finta che fluttui allegramente). Quindi il mondo là fuori è un conto, il mondo che c&#039;è nella mia mente (sensazioni-rappresentazioni) un altro, e le due cose possono essere più o meno simili. Lo stesso vale per &quot;realtà&quot; vs. spiegazione/modellizzazione nelle scienze, sempre approssimazioni legate agli strumenti conoscitivi in nostro possesso, che, fortunatamente, si affinano col tempo.

Se non esistesse l&#039;uomo, o se fossimo tutti creazionisti, è ovvio che l&#039;evoluzione esisterebbe, essendo espressione delle dinamiche che regolano la fisica dell&#039;Universo, semplicemente non esisterebbe il concetto di evoluzione. Un po&#039; macchinosa, la cosa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, come sempre un ottimo post! Concordo con Vera, e adoro i post regolari sulle bestiole eccezionali, ma è bello leggere ogni tanto anche qualche tuo pensiero un po&#8217; più astratto <img src='http://www.lorologiaiomiope.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Io rimango della mia idea; esempio frivolo: se l&#8217;albero cadesse sulla luna (posto che qualcuno ce l&#8217;avesse portato!) non si produrrebbero vibrazioni, non essendoci atmosfera. Un astronauta vedrebbe l&#8217;albero che cade, ma non ci sarebbe rumore, nemmeno le vibrazioni (lasciamo stare le vibrazioni del terreno avvertite dai piedi e trasmesse al resto del corpo, facciamo finta che fluttui allegramente). Quindi il mondo là fuori è un conto, il mondo che c&#8217;è nella mia mente (sensazioni-rappresentazioni) un altro, e le due cose possono essere più o meno simili. Lo stesso vale per &#8220;realtà&#8221; vs. spiegazione/modellizzazione nelle scienze, sempre approssimazioni legate agli strumenti conoscitivi in nostro possesso, che, fortunatamente, si affinano col tempo.</p>
<p>Se non esistesse l&#8217;uomo, o se fossimo tutti creazionisti, è ovvio che l&#8217;evoluzione esisterebbe, essendo espressione delle dinamiche che regolano la fisica dell&#8217;Universo, semplicemente non esisterebbe il concetto di evoluzione. Un po&#8217; macchinosa, la cosa.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il tessitore sordo (considerazioni sul koan dell&#8217;albero) di tupaia</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/il-tessitore-sordo-considerazioni-sul-koan-dellalbero/comment-page-1/#comment-77931</link>
		<dc:creator>tupaia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 11:03:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lorologiaiomiope.com/?p=2007#comment-77931</guid>
		<description>La gravità vale ancora se c&#039;e&#039; un osservatore?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La gravità vale ancora se c&#8217;e&#8217; un osservatore?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il tessitore sordo (considerazioni sul koan dell&#8217;albero) di tupaia</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/il-tessitore-sordo-considerazioni-sul-koan-dellalbero/comment-page-1/#comment-77929</link>
		<dc:creator>tupaia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 11:01:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lorologiaiomiope.com/?p=2007#comment-77929</guid>
		<description>Fausto, la pagina che riporti vale per la meccanica quantistica ma i sistemi macroscopici seguono ke leggi della meccanica classica perché gli effetti sub atomici divenvano trascurabili. Quale sarebbe l&#039;influenza dell&#039;osservatore e chi è l&#039;osservatore? Vale se ad osservare è uno scarafaggio o si parla solo di umani?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Fausto, la pagina che riporti vale per la meccanica quantistica ma i sistemi macroscopici seguono ke leggi della meccanica classica perché gli effetti sub atomici divenvano trascurabili. Quale sarebbe l&#8217;influenza dell&#8217;osservatore e chi è l&#8217;osservatore? Vale se ad osservare è uno scarafaggio o si parla solo di umani?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il tessitore sordo (considerazioni sul koan dell&#8217;albero) di Fausto</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/il-tessitore-sordo-considerazioni-sul-koan-dellalbero/comment-page-1/#comment-77922</link>
		<dc:creator>Fausto</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 09:51:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lorologiaiomiope.com/?p=2007#comment-77922</guid>
		<description>Provo a spiegarmi: esiste &quot;una trama oggettiva del mondo&quot; se l&#039;osservatore influisce sull&#039;osservato?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Provo a spiegarmi: esiste &#8220;una trama oggettiva del mondo&#8221; se l&#8217;osservatore influisce sull&#8217;osservato?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il tessitore sordo (considerazioni sul koan dell&#8217;albero) di Fausto</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/il-tessitore-sordo-considerazioni-sul-koan-dellalbero/comment-page-1/#comment-77918</link>
		<dc:creator>Fausto</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 09:01:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lorologiaiomiope.com/?p=2007#comment-77918</guid>
		<description>Da Wikipedia (Meccanica Quantistica, Interpretazione di Copenaghen):
&quot;Le affermazioni probabilistiche della meccanica quantistica sono irriducibili, nel senso che non riflettono la nostra conoscenza limitata di qualche variabile nascosta.
    Nella fisica classica, si ricorre alla probabilità anche se il processo è deterministico (per esempio il lancio di un dado), in modo da sopperire a una nostra conoscenza incompleta dei dati iniziali (nell&#039;esempio: conoscendo l&#039;altezza da cui viene lanciato il dado, la velocità, l&#039;angolo d&#039;inclinazione sarebbe possibile calcolare il risultato, cioè conoscere a priori come poserà il dado sul tavolo: si tratta solo di leggi meccaniche). 
    Per contro, l&#039;interpretazione di Copenaghen sostiene che in meccanica quantistica i risultati delle misurazioni di variabili coniugate sono fondamentalmente non deterministici, ossia che anche conoscendo tutti i dati iniziali è impossibile prevedere il risultato di un singolo esperimento, poiché l&#039;esperimento stesso influenza il risultato.

    Sono prive di senso domande come: «Dov&#039;era la particella prima che ne misurassi la posizione?», in quanto la meccanica quantistica studia esclusivamente quantità osservabili, ottenibili mediante processi di misurazione. 
    L&#039;atto della misurazione causa il «collasso della funzione d&#039;onda», nel senso che quest&#039;ultima è costretta dal processo di misurazione ad assumere i valori di uno a caso dei possibili stati permessi.&quot;

Forse sono fuori tema ma l&#039;osservatore è importante, ci DEVE essere_</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Da Wikipedia (Meccanica Quantistica, Interpretazione di Copenaghen):<br />
&#8220;Le affermazioni probabilistiche della meccanica quantistica sono irriducibili, nel senso che non riflettono la nostra conoscenza limitata di qualche variabile nascosta.<br />
    Nella fisica classica, si ricorre alla probabilità anche se il processo è deterministico (per esempio il lancio di un dado), in modo da sopperire a una nostra conoscenza incompleta dei dati iniziali (nell&#8217;esempio: conoscendo l&#8217;altezza da cui viene lanciato il dado, la velocità, l&#8217;angolo d&#8217;inclinazione sarebbe possibile calcolare il risultato, cioè conoscere a priori come poserà il dado sul tavolo: si tratta solo di leggi meccaniche).<br />
    Per contro, l&#8217;interpretazione di Copenaghen sostiene che in meccanica quantistica i risultati delle misurazioni di variabili coniugate sono fondamentalmente non deterministici, ossia che anche conoscendo tutti i dati iniziali è impossibile prevedere il risultato di un singolo esperimento, poiché l&#8217;esperimento stesso influenza il risultato.</p>
<p>    Sono prive di senso domande come: «Dov&#8217;era la particella prima che ne misurassi la posizione?», in quanto la meccanica quantistica studia esclusivamente quantità osservabili, ottenibili mediante processi di misurazione.<br />
    L&#8217;atto della misurazione causa il «collasso della funzione d&#8217;onda», nel senso che quest&#8217;ultima è costretta dal processo di misurazione ad assumere i valori di uno a caso dei possibili stati permessi.&#8221;</p>
<p>Forse sono fuori tema ma l&#8217;osservatore è importante, ci DEVE essere_</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il tessitore sordo (considerazioni sul koan dell&#8217;albero) di Vera</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/il-tessitore-sordo-considerazioni-sul-koan-dellalbero/comment-page-1/#comment-77857</link>
		<dc:creator>Vera</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 18:22:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lorologiaiomiope.com/?p=2007#comment-77857</guid>
		<description>Sempre belli i tuoi post e ricchi di spunti filosofici. Dotati di leggerezza ed ironia BRAVA.
Il racconto della scienza come insegnamento dell&#039;umiltà intesa come abbandono dell&#039;antopocentrismo (egocentrismo).
Nicchie estreme, rumore di alberi...
bello bello bello</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre belli i tuoi post e ricchi di spunti filosofici. Dotati di leggerezza ed ironia BRAVA.<br />
Il racconto della scienza come insegnamento dell&#8217;umiltà intesa come abbandono dell&#8217;antopocentrismo (egocentrismo).<br />
Nicchie estreme, rumore di alberi&#8230;<br />
bello bello bello</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il tessitore sordo (considerazioni sul koan dell&#8217;albero) di Robo</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/il-tessitore-sordo-considerazioni-sul-koan-dellalbero/comment-page-1/#comment-77850</link>
		<dc:creator>Robo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 16:23:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lorologiaiomiope.com/?p=2007#comment-77850</guid>
		<description>Evito di solito di commentare i tuoi post perché da quando ti seguo mi rendo conto di saperne ben poco di biologia e specie animali. Mi credevo più preparato, invece scopro nel blog continuamente specie, estinte o meno, di cui non avevo conoscenza e tu riesci a rendere sempre argomento interessante. Dopo i complimenti, ti dico che,  per quel che vale, sono del tutto d&#039;accordo con te. L&#039;intermediazione dei sensi e l&#039;interpretazione del cervello non creano i fenomeni, li rendono leggibili per noi. Potremmo farlo in modo diverso se avessimo altri tipi di sensi e forse un&#039;organizzazione cerebrale un po&#039; diversa ma i rapporti tra i fenomeni sarebbero gli stessi, loro persisterebbero. Noi ricerchiamo quelli, poi li categorizziamo, entra in gioco quindi anche un livello semantico, ma anche senza percezione e senza significato fenomeni e rapporti causa-effetto persisterebbero. Poi in nostra assenza sarebbe arrivato prima o poi qualcuno in grado di percepirli in qualche modo e codificarli, magari un gatto evoluto. Finisco con un io penso.... che non studio la semantica ne&#039; conosco la filosofia della scienza. Ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Evito di solito di commentare i tuoi post perché da quando ti seguo mi rendo conto di saperne ben poco di biologia e specie animali. Mi credevo più preparato, invece scopro nel blog continuamente specie, estinte o meno, di cui non avevo conoscenza e tu riesci a rendere sempre argomento interessante. Dopo i complimenti, ti dico che,  per quel che vale, sono del tutto d&#8217;accordo con te. L&#8217;intermediazione dei sensi e l&#8217;interpretazione del cervello non creano i fenomeni, li rendono leggibili per noi. Potremmo farlo in modo diverso se avessimo altri tipi di sensi e forse un&#8217;organizzazione cerebrale un po&#8217; diversa ma i rapporti tra i fenomeni sarebbero gli stessi, loro persisterebbero. Noi ricerchiamo quelli, poi li categorizziamo, entra in gioco quindi anche un livello semantico, ma anche senza percezione e senza significato fenomeni e rapporti causa-effetto persisterebbero. Poi in nostra assenza sarebbe arrivato prima o poi qualcuno in grado di percepirli in qualche modo e codificarli, magari un gatto evoluto. Finisco con un io penso&#8230;. che non studio la semantica ne&#8217; conosco la filosofia della scienza. Ciao</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il canto del gundi (Ctenodactylidae) di danilo</title>
		<link>http://www.lorologiaiomiope.com/il-canto-del-gundi-ctenodactylidae/comment-page-1/#comment-77778</link>
		<dc:creator>danilo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 20:52:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lorologiaiomiope.com/?p=1997#comment-77778</guid>
		<description>E quindi, Tupaia, a maggior ragione non sarà la sede per ricordare l&#039;esistenza di Maynard Smith e delle ESS, giusto?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E quindi, Tupaia, a maggior ragione non sarà la sede per ricordare l&#8217;esistenza di Maynard Smith e delle ESS, giusto?</p>
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	</item>
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