Bonellia viridis (riproviamoci)

 Ognun vede quel che tu pari, pochi sentono quel che tu sei.

Niccolo’ Machiavelli

 

Ok, Ok, la Bonellia non e’ affatto noiosa e merita spazio qui, sono io che sono dell’umore sbagliato: i microbi dei mali di stagione si sono dati appuntamento nel mio organismo e stanno facendo un party da una settimana. Eccola qui, ve la presento:

bonellia_viridis.jpg

Foto da: www.blog314

La Bonellia e’ una di quelle bizzarre creature che quasi nessuno conosce ma che  sbancherebbe al circo Barnum degli invertebrati. Vediamole una per una quali sono queste “bizzarrie”

  1. E’ lunga circa 10-15 cm, ma ha una proboscide retrattile che puo’ allungarsi anche dieci volte la lunghezza dell’animale, ovvero un metro e mezzo (!), e che le serve a scandagliare il sedimento alla ricerca di cibo (microrganismi, resti morti di animali e piante, ma se riesce a catturarli anche animaletti vivi). Il movimento della proboscide dentro e fuori serve anche a portare ossigeno ai tessuti.
  2. ha una bizzarra forma di “T”, poiche’ in posizione caudale ci sono due uncini che la ancorano al fondo. Il corpo e’ tubulare ma puo’ anche essere tondeggante
  3. e’ verde, e questa e’ una caratteristica insolita per gli animali, anche quelli marini. Il motivo per cui e’ verde e’ che la bonellia e’ velenosa, velenosissima, a causa di una tossina, la “bonellina” (appunto di colore verde), che puo’ uccidere facilmente piccoli animali (ne basta pochissima). La bonellina agisce a vari livelli e per noi e’ emolitica, per cui anche per gli esseri umani il contatto puo’ essere doloroso, in particolare se la tossina e’ esposta alla luce. Dato che la bonellia vive in fondali bassi, massimo 100 metri, direi che l’esposizione alla luce e’ garantita. Evitate di pestarne una.
  4. la bonellina serve come arma di difesa contro predatori e parassiti, uccidendo sia procarioti che eucarioti: la bonellia e’ forse l’unico animale marino del tutto privo di parassiti. Sebbene sia una clorina come la clorofilla, inoltre, il che spiega il colore verde, non si tratta di molecole imparentate.
  5. la bonellia e’ un verme della poco nota classe degli Echiuri. Gli Echiuri sono un sister taxon, cioe’ cugini stretti, dei Policheti, anellidi marini, come si intuisce dalle larve trocofore quasi uguali (ma del resto le larve trocofore sono tutte simillime tra loro, indipendentemente da come diventera’ l’adulto: e’ uno di quei cavalli vincenti che l’evoluzione non cambia, per la gioia di tutti quegli animali che si nutrono di zooplancton). A differenza dei Plicheti, pero’, gli Echiuri adulti non hanno il corpo segmentato.
  6. Il sesso della bonellia, come quello di alcuni rettili, e’ determinato dall’ambiente e non dai geni (per maggiori dettagli sull’argomento ci sarebbe questo post che ho scritto qualche tempo fa). Niente di quovo sotto il sole, quindi. Solo che nel caso della Bonellia non e’ l’embrione ad essere influenzato dall’ambiente ma la larva trocofora, qundi la bonellia e’ a sesso indifferenziato per una parte della sua vita fuori dall’uovo.
  7. Se la larva si sviluppa lontano da altre bonellie scende sul fondo, si scava il suo buchetto nel sedimento, si fissa al suolo e diventa una femmina.
  8. Se invece, accidentalmente, la larva tocca la proboscide di un’altra bonellia contenente la tossina verde, la stessa in grado di uccidere i pesci, viene “mascolinizzata per contatto dalla bonellina. Questa allora smette di accrescersi, entra nel corpo della femmina e passa il resto della sua vita come parassita, senza altri organi che quelli riproduttori: il suo compito e’ semplicemente produrre gli spermatozoi che fecondano le uova. In pratica e’ un caso di ermafroditismo in seconda battuta.
  9. La bonellia vive in mari caldi, tra cui il Mediterraneo.

Insomma la bonellia e’ verde, viscida e velenosa, si riproduce in modo anomalo, e’ incospcua perche’ si nasconde nel suo buco e non la si vede mai.

Eppure… eppure bisogna guardare al di la’ delle apparenze.

La bonellina e’ ancora in fase di studio ma rappresenta una speranza per il genere umano. Infatti le sue proprieta’ battericide potrebbero farne l’antibiotico di terza generazione per eccellenza, quello in grado di uccidere i “superbug” e tutti quei batteri resistenti oramai agli antibiotici di uso comune. Tutto sta a bloccarne le proprieta’ emolitiche, ma pare che queste cessino quando la bonellina si lega al rame.

Mi aspetto quindi tra qualche anno di poter comperare in farmacia il “Bonellin”, l’antibiotico finale per il mio mal di gola. Spero solo di non dover aspettare tanto perche’ mi passi…

Published by tupaia on marzo 22nd, 2009 tagged invertebrati, marini, vermi


29 Responses to “Bonellia viridis (riproviamoci)”

  1. restodelmondo Says:

    Interessante animaletto. E che bel colore.

    Ma solo a me “Bonellia” fa venire in mente la casa editrice di fumetti?

  2. Stefano Says:

    Beh dopotutto la Bonellia non era poi così noiosa come preannunciato ieri.
    Altra bestia veramente spettacolare e quasi commovente per la sua dignitosissima riservatezza.

  3. Networm Says:

    Ok, non si mangia…

    P.S.: Tupaia, sicura che ituo scombussolamento non sia dovuto ad un virus? (ok, la smetto :) )

  4. tupaia Says:

    Resto del mondo: no, anche a me viene in mente il bonelli editore!

    Stefano: e’ vero, la bonellia e’ interessante, ma prova tu a doverti leggere dei papers sulla bonellina febbricitante…

    Networm: non dubito ci siano anche i virus a fare la loro parte, come dicevo e’ la sagra del microbo la’ dentro…

  5. tupaia Says:

    Giulio: non volermene per favore se ho cancellato il tuo commento con i dati sulla bonellia. Ieri, dopo aver provato tre volte a scrivere il post ed essermi annoiata, non volevo piu’ sentirla nominare e sei capitato nel momento sbagliato.

  6. Dund Says:

    @tupaia: intanto spero che stai meglio.
    poi complimenti per il post interessantissimo. ora lungi da me augurarti malanni!, ma devo dire che lo stress e la noia da malattia hanno dato un ottimo risultato finale :)

    mi potevi per favore spiegare in che senso la bonellina è una clorina come la clorofilla ma non sono molecole imparentate?

    la tassonomia ho visto che è il solito casino. non ho capito se gli Echiuri vanno considerati un phylum o una classe di Anellidi. rispetto ai Policheti hanno strapochissimi taxa (tipo, 140 vs 13000), per cui a naso direi siano più antichi. /me is puzzled

  7. Dund Says:

    d’oh.
    scusa, ho visto ora che i Policheti sono un gruppo parafiletico. ritiro.

  8. Cercoletto Says:

    I miei rispetti, Tupaia. E i miei complimenti. Sito interessantissimo. Un unico appunto, trascurabile ma doveroso da parte mia: la conclusione antropocentrica dell’articolo sulla Bonellia, laddove auspichi di trovare in farmacia, in futuro, il “Bonellin”, antibiotico potente. Nei secoli l’uomo ha strumentalizzato gli altri animali in tutti i modi, compreso l’utilizzo terapeutico. Famoso il caso del BEZOARIO, tratto dall’intestino di un ruminante di montagna, non ricordo se lo stambecco o il camoscio. Il bezoario veniva erroneamente considerato una panacea per tutti i mali. Idem per il corno di….unicorno, che poi altro non era se non il dente di narvalo. Ecco, secondo me, quando gli esseri umani la smetteranno di servirsi degli altri animali come se andassero al supermercato (carni, pelli, uova e….antibiotici) l’umanità avrà fatto un passo avanti sulla strada del rispetto verso la propria e le altre specie. Un altro mondo è possibile, e pure desiderabile.

  9. danilo Says:

    Cosa ci possa essere di sbagliato nel ricavare un antibiotico da una molecola presente in natura, davvero, supera la mia comprensione.
    Ma, d’altronde, è appunto questo genere di ragionamenti che qualifica per il darwin award, no?

    Per pura curiosità, qual è la tua posizione nei riguardi della camomilla?

  10. tupaia Says:

    Cercoletto: la posizione di Danilo riflette egregiamente la mia. Non sono vegan e ci vedo tutto il male possibile nell’esserlo, zoologicamente parlando, mi sembra una violazione della mia natura di primate onnivoro. Si puo’ discutere di quanto orrendi siamo noi umani, ma questo siamo, inutile negarlo e farci false illusioni di poter essere qualcosa di diverso. Noi sfruttiamo la natura, te incluso. La tua carbon footprint non e’ zero, visto che usi un pc, e anche tu contribuisci quindi alle estinzioni di massa. Come si dice, chi e’ senza peccato…

  11. Cercoletto Says:

    Qual è la linea di confine? Erano autorizzati i medici gemelli Cosma e Damiano a prelevare la gamba di un negro per metterla sul corpo di un uomo bianco? Erano autorizzati i sacerdoti aztechi a estirpare il cuore degli schiavi per offrirlo al dio sole? E i nazisti a sopprimere gli ebrei?
    Negri, schiavi ed ebrei avevano una cosa in comune: agli occhi dei loro padroni utilizzatori erano considerati inferiori. Come gli animali! Con la differenza che se al giorno d’oggi nessuno si sognerebbe di considerare negri, schiavi di altre tribù ed ebrei, inferiori agli altri uomini (come ne era convinto Aristotele), gli animali continuano a essere considerati inferiori, dando implicita autorità a chiunque di servirsi di loro. Se alcuni prigionieri degli aztechi si immolavano volentieri, le altre due categorie umane non lo hanno mai fatto. Gli animali, parimenti, non si offrono MAI volentieri al coltello della scimmia assassina quale noi siamo, perché la vita vuole vivere. Se poi in natura esiste il rapporto preda-predatore non è colpa mia: potrebbe non essere un modello da seguire per l’Homo sapiens. Dove sta scritto che dobbiamo per forza seguire le leggi di natura quando da qualche millennio ne siamo già fuori, anche se solo parzialmente? E poi chi ha detto che siamo primati onnivori?Quando Tupaia dice: “inutile farci illusioni di poter essere qualcosa di diverso” penso che sia una posizione comoda, che allontana da ogni responsabilità nei confronti della Natura e degli altri. E negli “altri” ci metto anche gli animali. Il sito di Tupaia, ribadisco, è interessantissimo e la ringrazio per il suo impegno, ma è lo spirito che sta a monte che disapprovo, perché si può studiare la fauna provando per essa ammirazione e affetto, oppure provando indifferenza. Quest’ultimo atteggiamento non mi appartiene. Gli animali mi hanno sempre dato e continuano a darmi forti emozioni: non posso fare a meno di sperimentarne l’incanto e provare “gratitudine”. Non so per chi, ma sono grato che sulla Terra esistano gli animali. Vorrei ringraziarli uno per uno, senza chiedermi se contengono molecole utili per il mio raffreddore.

  12. tupaia Says:

    Cercoletto: ognuno pensa quello che vuole, naturalmente. Francamente non credo che questa discussione porti da qualche parte, quindi per parte mia la chiudo qui

  13. falecius Says:

    Tupaia: io non direi che noi sfruttiamo la natura. Io direi che in generale la natura sfrutti sé stessa. E _noi_ facciamo parte della natura, siamo ad esempio un agente di selezione rispetto agli altri organismi. In una posizione di “responsabilità”, ma solo perché abbiamo un potere maggiore (il potere di provocare un’estinzione di massa, ad esempio).
    Detto questo, esistono modi e modi, e anche situazioni diverse; per fare un esempio non credo che la caccia alle foche possa essere valutata ugualmente se praticata da un eschimese per mangiare o da qualcuno che prende a mazzate i piccoli per farne pellicce da vendere a Milano. So benissimo che anche tu riconosci l’esistenza di una linea di confine oltre la quale è ingiusto fare certe cose (tipo le pellicce).
    Mi colpisce l’atteggiamento di ostilità (non solo tua) verso chi fa una scelta vegetariana o vegana, e non solo perché l’ho fatta anche io (per motivi piuttosto diversi, e NON nego che l’uomo sia un primate onnivoro). Voglio dire, veramente vi dà così fastidio?
    Detto questo, confesso di avere qualche problema a provare empatia verso la bonellia, e tantomeno ad essere grato per l’esistenza dei nematodi parassiti o del torsalo.

  14. falecius Says:

    Inoltre, osserverei che in termini di successo evolutivo essere sfruttati da noi è pescare il biglietto vincente alla lotteria, per le specie che lo sono (anche se certamente non per i singoli individui di tali specie). Espandono il loro areale e vengono aiutati a riprodursi.
    Grano, riso, cane e pecora ringraziano.

  15. danilo Says:

    Falecius: può darsi che io non abbia capito, ma mi pareva che la molecola della Bonellia, così com’è, non potesse funzionare, e che quindi Cercoletto si opponesse all’uso di una molecola di sintesi come antibiotico, con la singolare motivazione, fra le altre, che il corno del narvalo non funzionava mica tanto bene.
    Ora, non è questione di avercela con i vegan, è questione di non scrivere scemenze, sembra a me.

    Tu puoi essere credente, e vegan, e quant’altro, e io posso non condividere le tue opinioni, o addirittura trovare che dal mio punto di vista non ci sia niente da discutere. Ma se tu cominciassi a spiegarmi che i diabetici devono essere lasciati morire per rispetto dei virus che producono l’insulina, beh, mi incazzerei, come dire.

  16. falecius Says:

    Danilo, penso che su questo siamo totalmente d’accordo; forse non mi sono spiegato bene, ma siamo d’accordo.
    In realtà sembrava anche a me che l’ipotetico “Bonellin” sarebbe una molecola di sintesi, ma non mi pareva questo il punto.

  17. falecius Says:

    precisazione: non sono vegan, mangio senza problemi la maggior parte dei derivati animali. E no, non riesco a considerare i fermenti lattici dello yogurt come qualcosa di eticamente intangibile.

  18. tupaia Says:

    Falecius: ogni essere vivente sfrutta al massimo il proprio ecosistema per sopravvivere, penso che su questo siamo d’accordo. intendevo questo con “sfruttare la natura”. Noi poi andiamo un po’ oltre perche’ oltre che per sopravvivere utilizziamo tutte le risorse della biosfera per le nostre necessita’ socio-culturali, e in questo siamo oggettivamente un po’ differenti dalle altre creature.
    Non tollero i discorsi di Cercoletto perche’ mi sembrano sciocchi e ignoranti. Noi abbiamo denti e intestino da onnivoro, che ai vegan piaccia o no. E soprattutto, gente come Cercoletto e’ in preda ad una forma esasperata di quello che io chiamo l'”effetto Dysney”: il massimo rispetto per tutti gli animaletti carini e pelosi, ma sono certa che cercoletto si sia fatto le vaccinazioni, prenda antibiotici, mangi carotine appena uccise per le sue bieche necessita’ e se avesse un’invasione di scarafaggi sotto il letto, o di vespe cartonaie nella vasca da bagno, non starebbe cosi’ a rimirare la natura. Molti vegan sono ipocriti, punto.
    Detto questo io mangio pochissima carne, nessun derivato del latte e quasi niente uova, ma non per questo rompo i maroni al prossimo su quel che dovrebbe mangiare o su come dovrebbe rispettare Bamby, ma non le povere, schiavizzate, bietoline.
    Il Bonellin sarebbe un estratto della proteina naturale rimaneggiato in laboratorio, comunque, quindi implicherebbe la morte di migliaia di povere, innocenti bonellie fino a quando il gene non venisse impiantato per ingegneria genetica nei batteri, ma a quel punto chi sono i batteri, i figli della serva? Hanno meno diritti di una bonellia?
    Io credo ferocemente nella selezione naturale e Cercoletto,s e crede, puo’ cominciare a curarsi con l’omeopatia.

  19. falecius Says:

    “Il Bonellin sarebbe un estratto della proteina naturale rimaneggiato in laboratorio, comunque, quindi implicherebbe la morte di migliaia di povere, innocenti bonellie fino a quando il gene non venisse impiantato per ingegneria genetica nei batteri, ma a quel punto chi sono i batteri, i figli della serva? Hanno meno diritti di una bonellia?”

    Le bonellie sarebbero allevate, a livello di specie sarebbe un vantaggio per loro.
    La domanda sui batteri è provocatoria, ma illustra il punto. C’è un limite, e se sì, quale? Perché il bonellin va bene e il copricapo di zibellino no, per dire? (non devi necessariamente rispondermi: io sono abbastanza convinto, del perché, ma trovo che la domanda abbia un senso).

  20. tupaia Says:

    Buona domanda, falecius. Qual’e’ il limite? non lo so, immagino dipenda da ciascuno di noi, dalla necessita’ alla sopravvivenza e un po’ dall’effetto disney dello zibellino sulla bonellia. Non so quale sarebbe la mia posizione se si estraessero antibiotici dagli zibellini, in tutta onesta’. So che se avessi molta, ma molta fame non vedrei nulla in contrario a mangiarmene uno. Di sicuro non ne faccio una questione di massimi sistemi e valuto i MIEI limiti di volta in volta, e riconosco che sono assolutamente arbitrari.

  21. falecius Says:

    Tupaia: nemmeno io lo so, in assoluto, qual’è il limite. Considero la tua risposta molto ragionevole.
    Ah, e credo che anche io, in caso di fame e nessun alternativa, mangerei uno zibellino. Potrebbe fermarmi la certezza che sia l’ultimo zibellino sulla Terra, ma forse anche no.

  22. danilo Says:

    Falecius: ma tu l’hai visto il filmato degli zibellini? Spera che _loro_ non abbiano fame :-)

  23. falecius Says:

    Danilo, “noi” stiamo prosperando, loro sono in via d’estinzione.
    In condizioni diverse, riterrei quelle cose delle feroci minacce da tenere a bada.
    Ma quello che Tupaia chiama l’effetto Disney, è ancora operativo nel rapporto uomo-zibellino. (io lo considero più collegato a una qualche forma intuitiva di empatia allargata, tipo che è quella che ci fa ostinare a considerare “vertebrato” ed “invertebrato” dei concetti utili alla comprensione della realtà, anche se i vertebrati sono solo un subphylum; oppure quella che ci induce molti vegetariani a “però mangiare il pesce”. in definitiva, al fatto che gli zibellini sono più simili a noi che non -poniamo- le missine).

  24. Cercoletto Says:

    Mi ero accorto già dalla prima replica che Tupaia faceva nei miei confronti un attacco ad personam, mentre io mi ero limitato, oltre a farle i miei complimenti per il sito, ad esprimere un mio parere sullo spirito che anima lo studio degli animali da parte di molti zoologi. Ora vedo che Tupaia considera i miei interventi “sciocchi e ignoranti” e quindi cosa mi resta da aggiungere? Non mi resta che chiedervi scusa per il disturbo e andare per la mia strada, lasciando che voi andiate per la vostra.
    Un saluto.

  25. danilo Says:

    Falecius: la mia era solo una battuta, ovviamente (mi hanno davvero impressionato, quelle bestie. Non quanto il ghiottone, ma quasi).
    E sono pienamente d’accordo con te sull’empatia allargata.

    Ma, per quel che ne capisco, per quel che leggo, le posizioni sono essenzialmente tre.

    1. Roba tipo vegan (che, per certi aspetti è sostenibile), cioè vegetarianesimo stretto e quindi minore impatto sull’ambiente. Fattibile, in linea di principio, così come in linea di principio è fattibile dare lo stesso stipendio ad ogni persona al mondo, qualunque potere abbia. Provaci, però.

    2. Salviamo l’ambiente con i parchi, la tutela, il turismo ecologico, e tutte quelle cose lì. Utile, indiscutibilmente, ma trasformare un centesimo dell’Amazzonia in parco integrale (anzi in parchi spezzettati) non preserva l’ecosistema amazzonico. Magari una parte, ma certo non tutto.

    3. La mia (va là?). Le prime due possono essere utili, ma le stime più ottimistiche parlano di nove miliardi di esseri umani prima che la popolazione cominci a stabilizzarsi o a calare, e quelle pessimistiche parlano di venti. Anche lasciando da parte il riscaldamento globale, è virtualmente impossibile che tra cento anni esista qualche animale selvatico sopra i due o tre chili, che non sia conservato in parchi tematici o negli zoo. Magari sul fondo dell’oceano, ecco, ma ne dubito.

    Quindi io direi che l’ottimismo e l’entusiasmo siano uno splendido modo di vivere, e che però la realtà dei fatti sia di tutt’altra opinione.

    Questo solo per chiacchierare.

  26. tupaia Says:

    Cercoletto: no, non era un attacco nei tuoi confronti, neanche ti conosco o so chi sei. La mia era una risposta esasperata all’atteggiamento esasperato di molti vegan e “animalisti”, tutto qui, e tu hai avuto la sfortuna capitare in zona, levare la spoletta e far saltare il tutto, che gia’ era sotto pressione.
    Ho usato il tuo nick perche’ usavo una parte per il tutto (sineddoche?), non perche’ vorrei vedere te personalmente ammalato e bisognoso di antibiotici, ovviamente.
    Nulla contro di te, parecchio contro i sedicenti “animalisti” e “vegan” che spesso davvero non sanno di cosa parlano.

  27. Mr. Tupaia Says:

    I pacifisti integralisti non dovrebbero usare metafore guerresche: levare la spoletta disinnesca le bombe :)

  28. falecius Says:

    Eugenio, chi avrebbe mai detto di essere un pacifista “integralista”? (comunque si dice pacifista “integrale” per riferirsi a quelli di stampo “gandhiano”.
    Noto di sfuggita che l’aggettivo gandhiano non è del tutto esatto; sebbene Gandhi sostenesse la non violenza in qualsiasi circostanza -eccetto, mi pare, le circostanze più rigorose di autodifesa immediata-, riteneva che esistessero oppressioni contro le quali la scelta violenta, benché condannabile, fosse più comprensibile della sottomissione.)

  29. tupaia Says:

    Falecius: non preoccuparti, Mr Tupaia prendeva in giro la sottoscritta

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