Ambaraba’ cici coco, la civetta… del caffe’ (Paradoxurus hermaphroditus)

Contrariamente a quel che si potrebbe pensare, questo post non parla di un pennuto con gli occhi grandi ma di un mammifero, e i disguidi sono dovuti a quelli che un linguista chiamerebbe “falsi cognati“, cioe’ parole simili in due lingue, ma con significato ed etimo differente (la parola “cognates” inglese (che non c’entra col marito della sorella) invece non e’ un falso cognato, ma un “falso amico” perche’ l’etimologia e’ in comune: se ci sono al mondo persone piu’ fuori di testa degli zoologi sono i linguisti.

In inglese “civet” vuol dire infatti “zibetto“, ma siccome pochi sanno cos’e’ uno zibetto, allora “palm civet” viene tradotto con “civetta delle palme”, perche’ tutti sanno cos’e’ una civetta, anche se e’ l’animale sbagliato (in inglese civetta si dice little owl).

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La civetta comune delle palme. Foto da: Hosomidani.no-blog

Gli zibetti sono viverridi, cioe’ animali parenti delle manguste e delle genette, una specie di incrocio tra faine e gatti, e come tali carnivori notturni. Lo zibetto in questione e’ per la precisione chiamato zibetto comune delle palme e siccome e’ un animale semioticamente sfigato, anche il suo nome scientifico e’ decisamente fuorviante. Non e’ ermafrodita e non e’ paradossale, e’ che sia i maschi che le femmine hanno ghiandole perianali molto ingrossate che sembrano testicoli. Queste ghiandole, all’occorrenza, secernono un odore nauseabondo se l’animale e’ spaventato.

Per la precisione somiglia ad un procione grigio scuro, per via della mascherina, ed ha piu’ o meno le dimensioni di un gatto. E’ onnivoro e vive in Cina, Sud Est Esiatico, Java, Sumatra e altre isole indonesiane e nelle Filippine.

Quello che rende questo animale cosi’ speciale e’ il fatto che e’ ghiotto di bacche della pianta del caffe’, di cui ci sono estese piantagioni nel suo areale. Fin qui pero’ niente di diverso da quel che fanno ratti, uccelli ed altri piccoli animali.

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Civetta intenta a mangiare i frutti del caffe’. Da: The indonesian blog

La particolarita’ e’ che la civetta (zibetto) non digerisce i semi della bacca, e li si ritrova nelle feci. Raccogliendo le feci, lavandole per ricavarne i chicchi di caffe’ e tostandoli leggermente se ne ottiene il caffe’ piu’ pregiato e costoso del mondo, chiamato Kopi luwak (kopi vuol dire caffe’ e luwak e’ il nome indonesiano dell’animale). Il kopi luwak costa fino a $600 per libbra, cioe’ qualcosa come 800 euro al chilogrammo. A Londra una tazzina di questo caffe’ costa £8, ovvero circa 12 euro, che paragonati ai 70-80 centesimi del costo di un caffe’ normale in Italia fa una bella differenza, soprattutto considerando che e’ un caffe’ di deiezioni di viverride!

Gli intenditori sostengono che l’aroma sia molto piu’ delicato e dolce del normale. La spiegazione del fenomeno e’ da ricercarsi nel metabolismo dell’animale: i succhi gastrici infatti digeriscono le proteine sulla cuticola del chicco di caffe’, che normalmente danno il retrogusto amaro, arrotondandone l’aroma, e pare che questo sia confermato dalla presenza di particolari solchi microscopici sul tegumento del chicco scavati dagli enzimi digestivi della civetta.

Ma in realta’ c’e’ anche un’altra spegazione, piu’ semplice: le civette (zibetti) preferiscono i frutti piu’ maturi, che di conseguenza hanno anche chicchi piu’ dolci, facendo quindi una selezione. Il caffe’ raccolto nelle piantagioni invece e’ un misto di tutti gli stadi di maturazione, quindi mai ottimale.

Le civette tendono a lasciare le loro deiezioni sempre nello stesso punto, per marcare il territorio, e questo ne rende semplice la raccolta, che finora e’ stata fatta a mano, nelle foreste. Gente senza scrupoli pero’ adesso sta catturando gli animali nutrendoli delle bacche in cattivita’, a fini di lucro. Questo e’ probabilmente tanto crudele per l’animale, gia’ minacciato da malatte e dalla deforestazione, quanto inutile, in quanto impedisce alla civetta di selezionare le bacche “giuste”, “producendo” comunque un caffe’ di qualita’ inferiore.

Oltre che dalla cattivita’ a fini di lucro lo zibetto delle palme e’ minacciato dai coltivatori che li sparano a vista quando infestano le piantagioni di alberi da frutta, tipo mango o rambutan (fosse per me i rambutan se li potrebbero mangiare tutti le civette, sembrano frutti alieni e non sono granche’) , dalla caccia a scopo alimentare o curativo (estratto oleoso di carne di zibetto viene usato dagli indigeni per curare la scabbia) e, tristemente, sono stati falciati durante l’epidemia di SARS: pare infatti che il virus della SARS derivi da uno che infetta questi animali, e che sia passato all’uomo o dalla convivenza (le civette infestano i tetti, e pare siano rumorosissime la notte, un po’ come i nostri ghiri) o mangiandone le carni. rambutan.jpg

Cio’ rende francamente il caffe’ di civetta ancora meno attraente, ma prima o poi la curiosita’ uccidera’ il gatto, o meglio la tupaia, perche’ so che prima o poi quelle otto sterline le vado a spendere in nome della curiosita’ scientifico-gastronomica.

Rambutan

Published by tupaia on ottobre 14th, 2007 tagged mammiferi


19 Responses to “Ambaraba’ cici coco, la civetta… del caffe’ (Paradoxurus hermaphroditus)”

  1. falecius Says:

    Allora: conosco un posto vicino casa mia, (in Italia)dove un caffé (normale, non kopi luwak) costa 12 (DODICI) euri.
    Casa mia era vicino Piazza San Marco, per chiarire.
    Il rambutan è vero che sembra alieno ma è buonissimo, per quanto mi riguarda.
    Se ci sono persone più fuori di testa dei linguisti sono gli allevatori di zibetti.
    Invece di incasinarsi su civetta/civet/zibetto, non sarebbe più semplice chiamare “luwak” la bestiola? Non mi sembra una parola impronunciabile (non che ci siano parole indonesiane impronunciabili, per noi, ma tant’è).
    Io in un mese di sudest asiatico di ste bestiole non ne ho viste, ma forse ora so cosa faceva casino certe notti. Io pensavo fossero scimmie.
    Stavo giusto pensando a quanto sono fuori di testa gli zoologi, certe volte.
    “animale semioticamente sfigato” è un’espressione di potenza dostoevskiana.

  2. ipazia Says:

    i linguisti di più. non parliamo poi dei paleolinguisti. Se poi sono più di tre insieme si comprende come il prezzo delle droghe leggere possa subire impennate altrimenti inspiegabili. Ricordo un convegno a milano qualche anno fa: mai vista tanta gente fuori di testa tutta assieme.

    prima o poi aggiorno il blogroll eh? :-)

  3. tupaia Says:

    @ipazia: molto lusingata che i fayeret felafel bazzichino da queste parti al completo! :)
    Sui linguisti/zoologi rimando alla guida galattica per autostoppisti, su cui ci sono i glottologi che studiano la lingua dei materassi alieni… Penso che Douglas Adams abbia espresso il concetto in modo assolutamente impeccabile.

    @falecius: sul chiamare luwak la bestiola, oramai aggiungeresti solo confusione con un quarto nome. Probabile che tu abbia sentito di notte camminare le civette sul tetto, in alcune zone possono essere molto comuni.

    “animale semioticamente sfigato” è un’espressione di potenza dostoevskiana. ROTFL! :-P

  4. falecius Says:

    Tupaia: tra queste zone ci sono il Delta del Mekong e il centro-sud del paese (attorno a Da Nang)?
    Douglas Adams è un genio (tra l’altro, è grazie a lui che ho letto “l’orologiaio cieco”).

  5. restodelmondo Says:

    Da Selfridges vendono il Kopi luwak in chicchi, giusto accanto alle lattine di curry verde di coccodrillo, ai leccalecca con dentro lo scorpione e alle formiche ricoperte di cioccolato. :-)

    Comunque, quando decidi di berlo mi unisco all’esperienza.

    (Anche a Milano paghi 12€ per un caffé – se ti siedi in piazzetta S.Carlo, ad esempio.)

  6. falecius Says:

    A proposito… wikipedia dice che lo zibetto è un mustelide (ma la voce si riferisce ad un’altra specie).

  7. falecius Says:

    Ah, a girare per wikipedia indagando sulla cosa, a parte che sembrerebbe che tutti Viverridi (e forse anche qualche eupleride e mustelide) siano zibetti (cioè, zibetto è la parola italiana per quella che ho sempre pensato si chiamasse viverra?) viene fuori che il fantastico mondo dei viverridi e simili sia ricco di aspetti molto affascinanti.

  8. falecius Says:

    Anche l’etimologia è affascinante. Io pensavo che avesse a che fare con quella di “zibellino” (un mustelide) ed in effetti entambi i termini sembrano risalire a lingue iraniche (zibellino dallo scita, arrivando a noi forse attraverso lo slavo e l’ungherese; zibetto dal persiano, attraverso il greco). Ma non appare nessuna connessione evidente. Tanto per confermare la fuoranza dei linguisti.

  9. tupaia Says:

    restodelmondo: li scorpioni lecca-lecca li ho visti anche io, e fanno abbastanza schifo anche loro. Per assaggiare il kopi luwak andrebbe bene in un intorno di halloween? mi sembrerebbe perfetto…prendi accordi con Mr. Tupaia per i dettagli, lui conosce il posto.

  10. tupaia Says:

    falecius: sono lontana dai miei libri e ho gugol in sciopero, quindi non posso controllare la definizione di zibetto, ma non so se una genetta, pur essendo un viverride, possa considerarsi uno zibetto… pero’ ho appena scoperto che le manguste non sono viverridi ma herpestidi.

  11. Giulio Says:

    Ciao Tupaia non credo che si possano chiamare zibetti tutti i viverridi. Anche il bellissimo fossa l’unico predatore dei lemuri (uomo a parte)se non ricordo male è un viverride.

  12. falecius Says:

    Il fossa mi risulta essere un eupleride, anche se in passato era classificato tra i viverridi.
    Ma mi pare di aver letto da qualche parte che veniva definito “zibetto malgascio” o qualcosa di simile, però potrei confondermi.

  13. danilo Says:

    Oh vabbè! Un conto sono le ubbie dei tassonomi, altro è la funzionalità. Voglio dire, non è che si possa controllare di continuo come si chiama un animale questo mercoledì, no?
    Io proporrei di numerarli (numeri a caso, da uno a cinquanta milioni per stare sul sicuro). I tassonomi si possono sbizzarrire, basta che mettano fra parentesi, subito dopo il neonome Fukalotta samanthaensis, il numero, così sappiamo di che si tratta.

  14. falecius Says:

    Eheheh… vabbè, ma i numeretti passate le sette cifre cominciano a diventare poco maneggevoli. Comunque, vedetevela tra biologi e tassonomi, io sono un linguista (peggio ancora, un semitista) fuori di testa e per me basta che vi mettiate d’accordo e poi armonizziate le voci di wikipedia per tutte le specie. :)

  15. Palmiro Pangloss Says:

    In Laos offrivano sia il kopi luwak che il luwak, purtroppo in entrambi i casi – ma per motivi diversi – ho rifiutato. Un po’ me ne pento.

  16. tupaia Says:

    palmiro: per il luwak hai fatto bene. Per il kopi… questione di gusti…

  17. Palmiro Pangloss Says:

    Per il kopi la questione era eminentemente economica. BTW, oltre al kopi offrivano anche i topi, rifiutati anchessi.

  18. Cristina Says:

    Cara Tupaia, ma te lo sei bevuto poi il caffè da otto sterline a tazzina?
    Miao
    Cris & Tabatuga

  19. tupaia Says:

    Cristina: c’e’ stata una spedizione sabato scorso con Restodelmondo, il suo consorte e Mr Tupaia. I risultati sono stati, ahime’, infruttuosi: a Londra nessun caffe’ serve il Kopi Luwak. C’e’ un posto dove, facendosi spazio tra scorpioni caramellati e formiche al cioccolato, si puo’ comperare il caffe’ di civetta in polvere, ma diciamo che con quel prezzo preferisco tenermi la curiosita’.

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