Alien ci fa un baffo: Sacculina carcini

Volevo cominciare questo post imitando lo stile di una sceneggiatura del film Alien. Poi, riflettendoci, mi sono resa conto che la fantasia non puo’ imitare se non maldestramente l’orrore della realta’, e mi limitero’ quindi alla cruda esposizione dei fatti.

Immaginate un granchio, della comune specie delle nostre coste, Carcinus maenas, (ma anche Eripha spinifrons (Granciporo o pelosa) e Portunus holsatus) che si muove sott’acqua alla ricerca di vongole.

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Granchio comune. Da: Biopix.dk

Ad un certo punto qualcosa di piuttosto simile ad un granchio, in ogni caso evidentemente un crostaceo, tocca la zampa del granchio. L’animale immediatamente si agita e scuote la zampa per liberarsi del fastidio o, forse, nell’equivalente crostaceo di un giustificato attacco di panico, ma e’ troppo tardi: l’attacco e’ iniziato e l’invasore e’ resistente e fortemente aggrappato.

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Un nauplio, larva di Cirripedi e Rizocefali. Foto da: Microscopy-uk

Si tratta della larva (femmina) di un crostaceo parassita dell’ordine dei Rizocefali, ovvero la nostra Sacculina carcini: la larva attraversa vari stadi, passando attraverso tre-quattro mute: prima lo stadio che viene chiamato un Nauplius, planctonico, un occhio solo, centrale, e due antenne, poi lo stadio di Ciprus, gia’ privo di bocca, che e’ quello che attacca il granchio. Di dimensioni dell’ordine dei millimetri, se fosse un cirripede si cercherebbe una roccia a cui attaccarsi e vivrebbe tranquillo il resto della sua vita.

Il ciprus in questione invece si muove veloce lungo la zampa del granchio fino ad arrivare ad un punto di giunzione articolare, laddove il carapace e’ piu’ sottile. Inserisce a questo punto una specie di stiletto cavo nel “gomito” del granchio e fa qualcosa di incredibile.

Molti animali mutano, cambiano il tegumento esterno quando questo e’ troppo piccolo o inadatto ad ospitare il corpo. Una cicala che cresce si disfera’ dell’esoscheletro. Una farfalla addirittura arrivera’ a modificare molti dei suoi organi interni e esterni nella fase di crisalide. Ma l’identita’ dell’individuo e’ fuori discussione. La sacculina fa invece una muta molto, molto speciale. Attraverso lo stiletto, come se fosse l’ago di una siringa, “inietta” alcune cellule del proprio corpo, solo un mucchietto, con l’aspetto generale di una lumaca minuscola (stadio kentrogoniale). Il resto del nauplio resta al di fuori e muore, come se fosse solo un tegumento esterno: cio’ che conta ormai sono solo le poche cellule dentro il granchio.

Questo mucchietto di cellule si fa strada tra i tessuti del granchio e si stabilisce lungo la parte ventrale, tra il torace e l’addome. Due eventi importanti accadono a questo punto: il blob di cellule comuncia a crescere, si insinua tra tutti i tessuti dell’ospite e forma una struttura dendritica (a radice) sulla cui superficie ci sono dei microvilli tipo quelli del nostro intestino: servono ad aumentare la superficie di assorbimento e assumere nutrienti dal granchio. Nessun organo sensoriale, nessun appendice per il movimento, nessun apparato digerente. Solo gli apparati endocrino e riproduttore: un organismo completamente diverso dal nauplio da cui e’ derivato, pur se originato dalle stesse cellule.

Contemporaneamente la sacculina prende, per via ormonale, il controllo fisico e psichico del granchio: se il granchio e’ maschio, l’addome si allarga come quello delle femmine e viene castrato per via ormonale. Comincia anche a comportarsi come una femmina, comportamento piu’ conveniente per la sacculina, come vedremo. Smette di crescere, di riprodursi, di pulirsi e persino perde la capacita’ di rigenerare arti mancanti: Passa tutto il suo tempo nutrendosi, in modo da fornire energie alla sacculina dentro di se. Forse vi state chiedendo se il granchio soffre; bhe, e’ difficile dirlo, ma io penso proprio di si. Verso la fine non e’ quasi piu’ capace di muoversi per via della sacculina all’interno. Dev’essere tutt’altro che piacevole

Dopo circa nove mesi dall’infestazione, la sacculina produce un sacchetto rigido esterno (si parla appundo di “Externa”) posto ventralmente sotto l’addome, dove una femmina di granchio normalmente incuberebbe le uova. Il granchio a questo punto, che pure trascura se stesso ricoprendosi di incrostazioni e alghe, ha cura e tiene pulita l’externa.

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L’externa della sacculina. Da hetnet.nl

Sull’externa si apre allora un forellino di dimensioni microscopiche che ha un’importanza determinante. La sacculina colonizzatrice e’ sempre una femmina; il forellino permette l’ingresso del maschio, in forma di nauplius. Questi si fa largo in un canale all’interno del corpo della femmina, lungo l’externa, e raggiunge le ovaie. Fonde allora il proprio corpo con quello della femmina e resta li per il resto della vita della sacculina, in una sorta di ermafroditismo secondario, avendo l’unica funzione di produrre sperma. Due canali di questo tipo sono presenti e per ogni femmina di sacculina ci sono due maschi che la fecondano. Quando le uova sono mature, il granchio, maschio o femmina che fosse in origine, obbedendo alla sua padrona, sale su un posto elevato e se da un lato comprime gentilmente l’externa per aiutare la fuoriuscita delle uova, dall’altro muove su e giu’ una chela nell’acqua per favorirne la dispersione, esattamente come farebbe una femmina con le proprie uova. La sacculina continua a produrre uova per il resto della propria vita, producendo milioni di naupli che andranno ad infettare altri granchi.

La sacculina sceglie l’ospite in maniera specifica, e quindi non potrebbe mai fare nulla del genere a noi umani. A voler fare un paragone, pero’, e’ come se ci mordesse un ratto e ci iniettasse se stesso tramite la saliva. Il ratto, crescendo allora dentro di noi, ci obbligherebbe a comportarci a suo piacimento per favorire la sua sopravvivenza e riproduzione, trascurando noi stessi. Nessuna cura per estirparlo, fuorche’ chirurgica, sarebbe possibile perche’ e’ un organismo filogeneticamente affine a noi. Chissa, magari qualche rappresentante del genere umano migliorerebbe, con una sacculina dentro…

C’e’ pero’ un rovescio della medaglia: per quanto schifosa, anche la sacculina ha un suo lato positivo. Il granchio europeo e’ stato introdotto sia in America che in Australia dove ha fatto scomparire completamente da alcune zone vongole e capesante, oltre naturalmente a competere e danneggiare le specie di granchi locali. E’ allo studio allora un progetto di introduzione della sacculina come agente di lotta biologica a questa specie alloctona e dannosa in quelle zone.

Insomma, come buttare un paio di alien in una stazione spaziale per disfarsi degli occupanti, giusto per avere un deja-vu…

Published by tupaia on dicembre 1st, 2007 tagged invertebrati, marini, parassiti


22 Responses to “Alien ci fa un baffo: Sacculina carcini”

  1. rosalucsemburg Says:

    Io, in certi casi, ti leggo e sto male. Ma non so nemmeno se sto male, non so.
    “Conturbante” non rende l’idea. Anche l’epilogo verde, in cui noi tifiamo per il parassita, ci dovevi mettere? Non ci risparmi proprio niente? Ma fai bene, eh. Fai bene. Minchia. Fai bene.

  2. tupaia Says:

    Mi fai sentire una specie di Hannibal Lechter che gioisce quando gli dicono come e’ stato bravo a sbuzzare le gente…
    Io nel tuo caso pero’ propendo per l'”effetto gatto spiaccicato”: quando guidiamo in autostrada e vediamo il gattino investito e sbudellato non riusciamo a trattenerci, spesso, dal dare una seconda occhiata: meglio sapere cosa sta succedendo, anche se non ci piace, non si sa mai…

  3. rosalucsemburg Says:

    No, no, il gatto spiaccicato non suscita alcuna meraviglia: è un evento triste, ripetitivo e meccanico. Qua invece c’è tutto il candido stupore riguardo alle infinite vie del male. Che poi un simile orrendo parassita possa essere usato a nostro beneficio è – nella mia stolta ingenuità di parassita repellente e inconsapevole – aspetto ancora più mirifico.

  4. Palmiro Pangloss Says:

    Usare il mostrino per “riequilibrare” mi pare poco saggio, mi ricorda molto l’Australia…

  5. falecius Says:

    Agghiacciante.
    Ricordo la storiella secondo cui Darwin non riusciva più a credere in Dio dopo aver ossrvato quelle vespe che depongono le uova nel corpo dei ragni… Chissà che effetto gli avrebbe fatto questo mostro.

  6. tupaia Says:

    Palmiro: l’idea e’ proprio delgi australiani…

  7. Palmiro Pangloss Says:

    Tupaia: Imparare dall’esperienza non e’ il loro forte, eh?

  8. danilo Says:

    Ehi, Palmiro! Cominci a far caso al fatto che non viviamo in Arcadia? No, imparare dall’esperienza non è il forte degli australiani. E gli australiani non sono diversi dal resto della gente.

  9. Palmiro Pangloss Says:

    Danilo: lo so, ma non ho perso la capacita’ di stupirmi. Ancora.

  10. mauselein Says:

    bellissima storia.
    la parte più interessante è il controllo per via ormonale del granchio.

    (e sono d’accordo con palmiro, a me usare il parassita per disinfestare dai granchi mi pare, a pelle, una gran cazzata).

  11. ipazia Says:

    spiazzante.
    devo dire che non subisco molto il fascino della natura, ma non riesco a fare a meno di leggere il tuo blog!

  12. Giac Says:

    Interessante post (ci sono arrivato via link di Palmiro).
    Comunque a me questo animale più che ad Alien mi fa venire in mente “il terrore dalla sesta luna” di Heinlein.
    ciao

    giac

  13. tupaia Says:

    @ Palmiro: grazie per la pubblicita’

    @ giac: benvenuto, allora. Io non sono una grande esperta di fantascienza, ma altri piu’ appassionati di me mi hanno citato lo stesso racconto, mi sa che mi tocchera’ leggerlo

  14. Palmiro Pangloss Says:

    @ Tupaia: Ma figurati.

    @ Giac: Vero, non ci avevo pensato.

  15. Giac Says:

    @ Tupaia: se puoi, leggi tutto quanto di Heinlein ti capita sottomano. I suoi libri sono provocatori come cazzotti in pieno stomaco ma sono parecchio stimolanti.

  16. Giac Says:

    @ Palmiro.. capita.. la memoria è come un cavallo non domato.. va dove le pare

  17. peppo Says:

    mio dio… ad un granchio-zombie non ci avrebbe pensato nemmeno Asimov o Stephen King… La natura mi lascia sempre di stucco… e mi fa rabbrividire sul serio.

  18. marge Says:

    Grazie per questa storia affascinante e un po’ grottesca.

  19. tupaia Says:

    Marge: e cosa ci vedi di grottesco?

  20. Luigi Says:

    Complimenti, complimenti, complimenti : i primi per l’ informazione scientifica (trovo assurdo che nozioni così interessanti non siano insegnate nelle scuole medie: penso insegnerebbero a riflettere) i secondi per lo stile piacevole ed ironico sul genere umano ( anche quello se fosse insegnato nelle scuole produrrebbe persone migliori ) infine per la semplicità che permette anche ad una persona priva di cultura, come me, di leggere agevolmente un tema altamente specifico.
    GRAZIE DI TUTTO

  21. Per gli amanti.............. degli insetti :P - Pagina 2 - FobiaSociale.com Says:

    […] […]

  22. sabina Says:

    Ma è una roba eccezionale. Sono follemente affascinata dai “Mostri” . Su fb ho una pagina intitolata”Io sono la madre dei Freaks”e un amico ha postato il tuo articolo. Ovviamente lo trovo assai interessante. Grazie per queste info.Ancoraaaaaa :D ciao,Sabina

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