Il risveglio della marmotta: abbiamo perso

Non e’ che la sedicente “sinistra” ha perso le elezioni. E’ che noi italiani abbiamo perso la dignita’.

Dovete sapere infatti che addirittura, anche quest’anno, le marmotte sono uscite dal letargo. Giocano un po’ sulla neve e si scaldano al sole, ma purtroppo ci sono questi terribili abbattimenti selettivi promossi dalla amministrazione regionale dell’Alto adige che a torto o a ragione causano la morte di alcune centinaia di esemplari.

Ora, notizie del genere, in questi termini, si vergognerebbe a darle persino questo blog che parla di animali in modo a volte un po’ gigione.

Che le dia il TG2 delle 13.00 con un servizio di cinque minuti (che su trenta minuti in tutto fanno un sesto), e per giunta con un mese di ritardo sull’effettivo risveglio delle marmotte, mi pare lesivo della dignita’ e dell’intelligenza di chi ascolta.

Del resto, e’ fondamentale informare gli italiani sui ritmi circannuali delle marmotte e mi sembra molto piu’ rilevante di altri eventi.

Che i Rom vengano cacciati, i loro insediamenti bruciati, e che l’ondata di razzismo esasperato e fanatico dovrebbe risvegliarci tristi ricordi sui Rom finiti nei lager insieme agli Ebrei, ai comunisti e agli omosessuali e’ del tutto irrilevante.

Che nelle strade delle citta’ si stiano organizzando ronde notturne di giustizieri della notte dai nomi folkloristici , tipo “Comitato Stanga” o “Azione Giovani” (Repubblica 19/05/08), che insieme a vigilantes armati girano per le strade per garantire agli onesti cittadini sicurezza e per “divertirsi un po’ prima” di consegnare ladruncoli ed extracomunitari alla giustizia e’ anche irrilvante, anzi ben guardato sia da “destra” che da “sinistra”.

Che la camorra bruci i rifiuti per strada e che l’immondizia di Napoli, e la sua conseguente diossina, venga utilizzata solo a fini di propaganda politica e’ un dato tutto sommato di secondaria importanza.

Che si voglia un direttore unico della Rai eliminando la possibilita’ di dissenso e’ anzi un bene, speriamo che sia un appassionato di marmotte, e magari che legga questo blog il giorno in cui parlera’ di scoiattoli di terra.

Vogliamo mettere tutto cio’ a fronte della fondamentale notizia, data a fine maggio, che le marmotte si sono svegliate dal letargo?

Se ci sta bene questo, abbiamo perso davvero, e tutti quanti, indipendentemente dal colore politico, sia la faccia che la dignita’.

Published by tupaia on maggio 19th, 2008 tagged annunci, informazione, mammiferi, politica, roditori


16 Responses to “Il risveglio della marmotta: abbiamo perso”

  1. tupaia Says:

    Falecius: scusa se ho cancellato il tuo commento, ti spiego in pvt appena riesco a ritrovare il tuo indirizzo e-mail (o magari se me lo ridai…)

  2. falecius Says:

    falecius [at] yahoo [dot] it.

    Comunque il blog è tuo e lo gestisci tu, il commento nn ricordo neanche cosa cosa ci avessi scritto.

  3. Palmiro Pangloss Says:

    Che dire, hai purtroppo ragione.

  4. Mar Kino Says:

    Aggiungo: oltre al fatto innegabile che hai ragione, posso confermare che non è la prima volta che una cosa del genere succede, e non solo nel TG2. Tristezza infinita…

  5. acar Says:

    acc…quindi in italia c’è un problema di informazione…ma guarda un pò…

    riguardo ai rom. ovviamente sono contrario a persecuzioni, deportazioni e altri scenari nefasti…
    però ti/vi chiedo: posto che non sono la sola e unica emergenza che abbiamo in italia, voi come risolvereste il problema?

  6. tupaia Says:

    Non mi pare che i Rom in se siano mai stati un problema. Chi commette reati va in prigione, come qualunque altro cittadino. Gli altri mi pare l’apoteosi del razzismo definirli in blocco “un problema”.

  7. acar Says:

    tupaia, lo dico sorridendo (amaramente), stiamo parlando entrambi dell’italia?

    razzismo definirli un problema?

    devo immaginare che se parlo del problema dei bus che non passano, sarò accusato di razzismo verso i conducenti?

    ma dove state voi ci sono campi nomadi?

  8. Mar Kino Says:

    IMHO (naturalmente): i nomadi sono un problema. Ma non sono un problema più grande di quanto lo fossero (ad esempio) 20 anni fa. I nomadi fanno adesso le stesse cose che facevano ai tempi. Quello che è cambiato è la percezione del problema, come dice anche Uriel in uno dei suoi post, (non so come inserire link, a Uriel ci si arriva da in minoranza, per esempio) che, indirettamente, si collega anche con l’argomento di questo articolo. Come succede ormai da tempo, i telegiornali individuano un argomento “hot” nel periodo e ne parlano ad nauseam, eviscerandone ogni aspetto e, spesso, molto spesso, raccontando un sacco di cazzate. Ora, la maggior parte delle persone non si preoccupa delle cazzate, ma viene sensibilizzata in modo estremo dall’attenzione mediatica sull’argomento (se ne parla il TG, deve per forza essere un problema serio!). Ogni tanto i telegiornalisti si accorgono (tardi) di aver esagerato, ed ecco che spuntano i servizi di 6 minuti sulle marmotte, oppure sui colibrì di Trieste, o ancora sul maltempo in Ungheria, o quello che vuoi. Gli esempi sono innumerevoli. Ma lo scopo del gioco è sempre quello: distogliere la troppa attenzione creata. Di solito funziona, anche perché questo tipo di servizio segna il cambio di argomento, verso un nuovo “probema”. Guarda ad esempio quanto si è parlato (soprattutto a sproposito) di Cogne, e ora che sta per arrivare la sentenza tutto quello che ci viene dato è una nota a margine. O quanto si è sparlato di Garlasco, eccetera.

    I nomadi, in questo, sono stati solamente un argomento di moda in un periodo in cui andavano per la maggiore i discorsi sul razzismo. Non sono una novità, come problema.

  9. tupaia Says:

    Mar kino: vorrei avere un atteggiamento compassato come il tuo, e dare la colpa alle mode passeggere e alle esuberanze dei media, ma non ci riesco. Io sono preoccupata in un paese in cui il giornale di oggi (Repubblica) titola: limiti ai matrimoni misti.
    E altrettanto in un paese in cui, ignorando un referendum, ovvero la volonta’ dei cittadini, si decide di tornare alle centrali nucleari (notizia di oggi alla radio). Non che sia particolarmente contro le centrali nucleari, ma sono molto contro le centrali nucleari costruite con lo stesso criterio della Salerno-Reggio Calabria.
    E sono moltissimo contro le dittature fasciste

  10. tupaia Says:

    acar: alcuni dei miei alunni sedicenni spacciano, fanno rapine a mano armata, hanno controlli della polizia per sospetta prostituzione, si picchiano fino a mandarsi al pronto soccorso, umiliano il compagno down. Sono un problema. Quelli che fanno queste cose. Gli altri invece no. Oserei dire che se considerassi tutto l’istituto “un problema da eradicare” sarei io ad avere un problema. Ah, naturalmente quelli ai limiti della legalita’ sono tutti italiani

  11. Mar Kino Says:

    Io non do la colpa solo ai media. Sarebbe una semplificazione esagerata, e a me piacciono le cose complicate. :) I media non sono innocenti, ma sicuramente non sono gli unici colpevoli. Alla fine, se i nomadi e/o gli immigrati sono percepiti come un problema, la responsabilità è anche dei media. Ma non solo. Sono d’accordo con te sul fatto che sia assolutamente sbagliato prendere i “diversi” (immigrati, rom, ecc, mettici anche i meridionali al nord, se vuoi) in blocco e ammucchiarli a caso nella cesta dei cattivi. Sono meno d’accordo con te (e in parte lo sei anche tu, visto l’ultimo commento) sul discorso “chi commette reati va in prigione”. In Italia non c’è assolutamente certezza della pena, che il colpevole sia italiano o meno. Al governo (di qualsiasi colore questo sia) si cerca di limitare la criminalità inasprendo le pene, costa poco, solo approvare la legge, personale in più non ne serve. Ma se io so che al 75%, se faccio qualcosa di illegale, non mi viene a cercare nessuno (e non a prendermi, proprio a cercarmi) e nel 20%, mi cercano, ma lo fanno con poco impegno, a meno che ci si mettano di mezzo i media, ecco che il mio stimolo a delinquere se ne sbatte allegramente i coglioni della pena terribile et nauseabonda.
    Sul nucleare condivido i tuoi timori. Sulla validità dei referendum, invece, ho perso tutte le mie illusioni già tanti anni fa, quando venne abolito un ministero (delle foreste? Non ricordo di preciso, ero picciriddo) per referendum. Qualche mese dopo spuntò un nuovo ministero (dei beni forestali? Qualcosa del genere) che faceva esattamente le stesse cose di prima. Era l’86, se non ricordo male, lo stesso anno del referendum sul nucleare. Io, personalmente, già allora mi sentii molto preso per il culo. Tra l’altro questa cosa spiega abbastanza bene il motivo dell’assenteismo progressivo a tutti i referendum successivi.

  12. Dimitri Says:

    Bestie strane? Ma siamo perfettamente in argomento. Gli italiani sono bestie strane.
    Un bell’esempio di evoluzione regressiva, che non esiste, sempre che non si possieda un cervello e non lo si usi.

  13. Palmiro Pangloss Says:

    @Kino: La differenza rispetto al passato, anche recente, in fatto di razzismo in Italia non e’ che oggi gli italiani sono piu’ razzisti, o nello specifico che percepiscano i rom come un problema (che poi vuol dire essere razzisti), tutto cio’ c’e’ sempre stato e, temo, ci sara’ sempre. La differenza oggi e’ che tali ineliminabili pulsioni siano diventate un tema politico mainstream. Questa e’ la sgradevole novita’.

  14. Palmiro Pangloss Says:

    @Tupaia: in Italia non c’e’ mai stato un referendum “contro le centrali nucleari”, rileggiti il quesito.

  15. Mar Kino Says:

    @Palmiro: Vero, era più o meno quello che volevo dire anche io, sotto sotto. Grazie per essere riuscito a estrarmi dalla mente il concetto.
    Vado a slegarmi i neuroni annodati… Ciao!

  16. Palmiro Pangloss Says:

    @Kino: Ma figurati, disgarbugliarsi a vicenda i neuroni e’ la funzione dell’agorazein. anche nella sua versione digitale.

Leave a Comment